Pazienti cronici e Covid, le priorità sono ricette dema, farmaci a casa, telemedicina e più territorio

Pazienti cronici e Covid, le priorità sono ricette dema, farmaci a casa, telemedicina e più territorio

Roma, 15 dicembre – Dematerializzazione delle ricette per farmaci e presidi terapeutici, distribuzione di medicinali e presidi a domicilio, semplificazione burocratica, sostegno psicologico, telemedicina, patient involvement, assistenza sociosanitaria e domiciliare e medicina del territorio, reti di patologia, care management.

Sono queste le  nove priorità indicate da 48 tra associazioni e federazioni di pazienti e cittadini impegnate in sanità per il futuro del Servizio sanitario nazionale, come emergono dal Report realizzato da Altems – Alta Scuola di Economia e Management dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, mediante il suo laboratorio Patient Advocacy Lab (Pal), in collaborazione con il Gruppo di lavoro Patient Partnership – Simef (Società italiana di medicina farmaceutica), presentato ieri al webinar Il ruolo delle associazioni dei pazienti nella sanità del futuro.

Il quadro che emerge, riferiwsce un lancio di Adn Kronos, è quello di una grande preoccupazione e di allarme per la riduzione dei livelli di assistenza per malati cronici e rari, nonché per l’area oncologica. Da qui l’esigenza di proporre le priorità dai pazienti fondate tutte su una visione moderna dell’umanizzazione delle cure, denominata nel report ‘Umanizzazione 2.0’, che punti su tre assi portanti per il Ssn semplificazione delle procedure, vicinanza e territorio, informazione capillare e personalizzata.

Qual è la risposta delle Regioni sulle priorità dei pazienti? Quella che si presenta è una situazione in progress: attivate da tutte le Regioni le soluzioni digitali di ricetta dematerializzata (con differenze regionali riguardo le classi di farmaci) e telemedicina (anche in questo caso con differenze regionali rispetto alle prestazioni considerate differibili), con indicazioni che ne prevedono il mantenimento e la regolamentazione post emergenza.

Sono inoltre stati predisposti in tutte le Regioni i servizi di distribuzione dei farmaci a domicilio e sostegno psicologico per ora limitatamente al periodo di emergenza. Sono in corso di definizione solo in alcuRisultato immagine per amerigo cicchetti altemsne Regioni i procedimenti per la semplificazione burocratica, le reti di patologia e la riorganizzazione dell’assistenza domiciliare e la medicina del territorio post emergenza. Ancora molto scarso il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti nei processi decisionali, nonché l’attenzione al care management inteso come comunicazione, informazione e orientamento dei cittadini.

“L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha messo in evidenza la grande necessità di innovazione del nostro servizio sanitario, in ambito organizzativo e manRisultato immagine per teresa petrangoliniageriale, nella governance del sistema tra livelli politici e amministrativi, tra ambito nazionale e regionale, nell’area delle tecnologie e dei processi assistenziali” ha detto Americo Cicchetti, direttore di Altems (nella foto a sinistra). “Il ruolo delle associazioni dei cittadini e dei pazienti fa parte di questo processo di cambiamento, avendo esse dimostrato di essere un valido interlocutore e un elemento di supporto alla crescita del Ssn”.

“Dai dati che abbiamo presentato”  ha concluso Teresa Petrangolini, direttrice del Patient Advocacy Lab di Altems (nella foto a destra) “emergono due cose: un appello rivolto soprattutto alle istituzioni di prendere sul serio le priorità espresse dalle più importanti associazioni dei cittadini e dei pazienti impegnate in sanità, investendo risorse sulle nove priorità indicate; una offerta di collaborazione, già messa in opera dal primo manifestarsi dell’emergenza Covid-19, che deve essere trasformata in partecipazione effettiva al governo del Ssn“.

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