Annuncio da congresso Sic, in arrivo nuovi farmaci per sconfiggere il colesterolo

Annuncio da congresso Sic, in arrivo nuovi farmaci per sconfiggere il colesterolo

Roma, 21 dicembre – Sono in arrivo nuovi farmaci altamente innovativi, in grado di controllare i livelli di colesterolo troppo alti anche nei pazienti ‘critici’ che non riescono ad abbassarli con le statine anche se ben tollerate o in chi non può assumerle per gli effetti collaterali. Una grande rivoluzione che potrebbe salvare in futuro diecimila vite l’anno da infarti o ictus causati da accumuli di  colesterolo ‘cattivo’.

La buona notizia, riferisce una nota dell’agenzia Agi, arriva dagli esperti, riuniti al congresso in modalità digitale della Società italiana di Cardiologia (Sic), che annunciano che le due nuove molecole potrebbero essere disponibili in Italia già dal 2021, grazie anche ai dati di efficacia fatti registrare in due studi già pubblicati sul New England Journal of Medicine.

Delle oltre 224 mila morti cardiovascolari che si registrano ogni anno in Italia, poco meno di 50 mila sono imputabili al mancato controllo del colesterolo. Un pericolo molto serio, se si considera che l’80% di oltre un milione di pazienti a più alto rischio, nonostante gli attuali standard di cura disponibili,presentano valori molto al di sopra di quelli consigliati dalle più recenti linee guida europee. Un problema sanitario che rischia di aggravarsi anche per i controlli di routine saltati a causa della pandemia.

“Il colesterolo rappresenta uno tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, responsabile di 47mila decessi l’anno con una spesa sanitaria che arriva a 16 miliardi di euro per costi diretti e indiretti”  conferma Ciro Indolfi, presidente della Sic (nella foto a sinistra). “Tenere più basso il livello di colesterolo ‘cattiVisualizza immagine di originevo’ fa ridurre i rischi di infarto e ictus e la conseguente mortalità”.

L’evento chiave dell’inizio dell’aterosclerosi è infatti l’accumulo di colesterolo nelle arterie che rendendole rigide e ristrette, finisce per ostruire il flusso del sangue, aumentando così il rischio di infarto e ictus. “Quando si è sani” spiega Indolfi “una dieta ricca di vegetali e povera di grassi e l’attività fisica possono essere sufficienti a proteggersi. Ma, una volta che il processo di ‘indurimento’ delle arterie è avanzato, ricorrere ai farmaci è la sola opportunità per prevenire le complicanze più gravi come l’insorgenza di infarti o ictus”.

“Più di un milione di italiani sono a rischio altissimo di eventi cardiovascolari ”  aggiunge Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto che avvicenderà Indolfi alla guida della Sic (nella foto a destra).Di questi solo il 20% raggiunge gli obiettivi raccomandati dalle linee guida internazionali che hanno abbassato i valori di riferimento al di sotto 55 mg/dl. È quanto emerge dallo studio Da Vinci”  conclude l’esperto, con riferimento al trial europeo che ha coinvolto circa 6 mila pazienti, di cui 300 italiani, in cui la metà dei soggetti arruolati aveva avuto un infarto nel 22% dei casi e un ictus e nel 40% erano anche pazienti diabetici.

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