Vaccini Covid, Cavaliere: “Formazione cruciale, da Sifo-Sifap contributo importante”

Vaccini Covid, Cavaliere: “Formazione cruciale, da Sifo-Sifap contributo importante”

Roma, 22 dicembre – Nella singolare sovrapposizione temporale tra il tradizionale “calendario dell’Avvento” e il non meno speranzoso calendario dell’avvento del vaccino anti-Covid, la Società italiana di farmacia ospedaliera sembra profondere uno zelo particolare (e certamente meritorio)  nella diffusione pubblica delle modalità di declinazione operativa della campagna vaccinale (la più grande nella storia del nostro Paese, e non solo) e più in generale di tutte le informazioni utili a comprendere quanto sia fondamentale la colossale sfida che ci attende. Una sfida che i farmacisti ospedalieri hanno deciso di giocare da protagonisti, mettendo subito a punto, insieme a Sifap, la società dei farmacisti preparatori, un protocollo operativo, eloquente fin dal titolo: Istruzione operativa per l’allestimento del vaccino Covid-19 mRNA BNT162b2 (la sigla identifica il vaccino di Pfizer-BioNTech, che sarà il primo ad arrivare nel nostro Paese e che sarà somministrato in via prioritaria ai professionisti sanitari), iniziativa della quale il nostro giornale ha dato ampio conto la scorsa settimana.

Visualizza immagine di origineSull’importante iniziativa è tornato nei giorni scorsi il presidente della società, Arturo Cavaliere (foto a sinistra), con un intervento su Sanità 24 Ore, nel quale fornisce ulteriori chiarimenti sull’iniziativa, che vuole rispondere in buona sostanza a un bisogno vitale, quello di fornire non solo ai 2500 associati Sifo ma a tutti gli operatori sanitari che saranno coinvolti nella campagna vaccinale anti-Covid un adeguato corredo di “saperi” e competenze indispensabili per la somministrazione. Serve, insomma, una istruzione specifica, “tanto più se si tiene conto della peculiarità del primo vaccino in arrivo“, spiega il presidente dei farmacisti ospedalieri.

Ma non basta: serve anche che questa “istruzione” venga erogata in tempi brevissimi, vista l’anticipazione della campagna vaccinale, che partirà il 27 dicembre con le prime dosi di vaccino Pfizer-BioNTech,  che – spiega Cavaliere – “ha necessità di una formazione ben specifica perché ci sono elementi-chiave molto complessi sia per quanto concerne l’allestimento sia per la conservazione e il trasferimento verso i team vaccinali per il mantenimento della corretta catena del freddo. La nostra procedura parla di tutto questo e di tracciabilità e sorveglianza, abbracciando tutto l’iter di somministrazione del vaccino di Pfizer, che sarà distribuito direttamente dall’azienda”.

“Non ci siamo inventati niente: l’istruzione operativa l’abbiamo costruita sulla base della letteratura e del riassunto delle caratteristiche del documento prodotto dalle autorità inglesi, che per prime hanno avviato la campagna vaccinale” continua Cavaliere. “Tutto ciò che Pfizer dichiarava alle autorità inglesi è stato l’elemento di contesto per istruire la nostra procedura operativa che ci aspettiamo non si modifichi in sede di autorizzazione Ema e Aifa, L’obiettivo è mantenere intatti i profili di sicurezza ed efficacia e perchéciò sia possibile vanno seguite indicazioni rigorose”.

Nell’ultimo punto della procedura, le “Istruzioni Sifo-Sifap”  parlano di una fase non meno cruciale della campagna vaccinale, la cosiddetta fase 4 relativa alla sorveglianza post marketing del primo vaccino Covid-19. “Entriamo nei dettagli di come registrare un effetto collaterale, per cui protagonista di solito è il farmacista ospedaliero e territorial” spiega il presidente Sifo. “Da qui anche il nostro auspicio di essere inseriti da Aifa nel comitato tecnico-scientifico sulla farmacovigilanza che l’Agenzia ha appena nominato. Molti di noi sono anche farmacologi e tossicologi, in prima linea nell’inserire “real world” nel sito nazionale sulla farmacovigilanza eventuali segnalazioni”.

Il tema, riconosce Cavaliere,  è certamente delicato: “Tengo a ricordare che la procedura accelerata di approvazione non è andata in deroga alle norme” sottolinea il presidente della società scientifica dei farmacisti ospedalieri. “Sono gli investimenti a essere stati stratosferici in questo cammino, mentre le norme adottate erano pre-esistenti. Ora ciò che va fatto è sorveglianza e farmacovigilanza di quello che avverrà, con un monitoraggio stretto dei dati ‘puliti’, inseriti da personale competenti con le codifiche internazionali che siano in grado di rintracciare eventuali nessi di causalità”.

Altro aspetto cruciale è quello della conservazione del vaccino Pfizer-BioNTech, i famosi meno 70° balzati subito al centro dell’attenzione della stampa di informazione, non sempre precisa nel chiarire all’opinione pubblica i termini della questione. “Bisogna conservarlo non diluito in congelatore la cui temperatura sia tra i -60 e i -80 gradi, non può essere conservato non diluito per più di sei mesi e una volta scongelato va somministrato entro cinque giorni” chiarisce Cavaliere. “I team vaccinali quindi dovranno avere un timing ben preciso per poter operare”.

A proposito della composizione di questi team, Cavaliere spiega che “le Regioni hanno mandato un decalogo e di sicuro ci saranno un infermiere, un Oss, un amministrativo e un medico che osserverà le eventuali reazioni avverse. Questo team andrà formato, non c’è tempo da perdere. Ma la formazione non si fa in un giorno.  Agli operatori sanitari serve senz’altro un’istruzione operativa dettagliata per un vaccino come quello di Pfizer, altrimenti si rischia di mandare sprecate delle dosi. Il nostro documento – che sarà aggiornato ogni qual volta saranno autorizzati nuovi prodotti – è una risposta tempestiva di professionisti del settore alle richieste emergenti sulle modalità corrette, sicure e appropriate di allestimento, somministrazione e conservazione del primo vaccino che a giorni sarà disponibile in Italia. Lo mettiamo a disposizione di tutti” conclude Cavaliere. “È fondamentale partire con il piede giusto, anche per superare eventuali diffidenze nella popolazione”.

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