Antibiotico-resistenza, disponibili in italiano linee guida su infezioni correlate all’assistenza

Antibiotico-resistenza, disponibili in italiano linee guida su infezioni correlate all’assistenza

Roma, 23 dicembre – Le infezioni correlate all’assistenza (in sigla Ica) rappresentano uno degli eventi avversi più frequenti dell’assistenza sanitaria e, per la diffusione endemica e il verificarsi di epidemie di Ica, un problema di salute pubblica rilevante. Le Ica hanno infatti un significativo impatto su morbilità, mortalità e qualità di vita e rappresentano un fardello economico che ricade sulla società.

Una elevata percentuale di queste infezioni è, tuttavia, prevenibile attraverso efficaci misure di prevenzione e controllo delle infezioni. I batteri Gram-negativi resistenti ai carbapenemi, ossia gli enterobatteri resistenti ai carbapenem (ad esempio Klebsiella pneumoniae, Escherichia coli, Acinetobacter baumannii e Pseudomonas aeruginosa), sono motivo di preoccupazione nazionale e internazionale e rappresentano – in quanto causa emergente di Ica – una significativa minaccia per la salute pubblica. Si tratta infatti di batteri associati ad elevata mortalità e difficilmente trattabili, a causa degli elevati livelli di antimicrobico-resistenza (Amr).

Per questo, con la finalità di supportare il miglioramento delle pratiche di Ipc a livello nazionale e di struttura sanitaria, sia nel settore pubblico sia in quello privato, la Direzione generale della prevenzione sanitaria ha curato la traduzione delle linee guida e raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità in italiano, per facilitarne l’utilizzo nel nostro Paese. I documenti sono reperibili ai due link riportati qui di seguito:

A proposito di antibioticoresistenza, è allarme sul possibile impatto negativo dei protocolli clinici messi a punto per la terapia di Covid, non a caso “attenzionati” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In particolare, esiste la preoccupazione che la crescente e rapida diffusione di un ceppo di gonorrea, malattia sessualmente trasmissibile, resistente agli antibiotici,   possa appunto essere legata anche al largo utilizzo dell’azitromicina, un comune antibiotico, per il trattamento delle infezioni nelle fasi iniziali della malattia da coronavirus. Se non trattata, questa  ”super gonorrea” può moltiplicare la trasmissione del virus dell’Hiv e delle infezioni agli occhi, fino alla cecità. Ogni anno nel mondo più di 90 milioni di persone vengono infettate dalla gonorrea, un dato che cresce del 17% ogni anno. La maggior parte dei casi viene rilevata in Africa, sebbene le infezioni in Occidente stiano aumentando “a un ritmo allarmante”.

Il rischio è che le persone contagiate dalla super gonorrea infettino gli altri e accelerino la resistenza antimicrobica, rendendo indispensabile e urgente trovare nuove cure prima che diventi intrattabile.  Hanan Balkhy, vicedirettore generale dell’Oms per la divisione dedicata alla resistenza antimicrobica, ha già avvertito in ordine ai pericoli legati all’uso non indispensabile di antibiotici per curare l’infesione da Sars CoV 2: “È uno scenario molto complesso, ma la linea di fondo è che gli antibiotici non dovrebbero essere prescritti, a meno che non ci sia una chiara indicazione medica”.

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