Di Lorenzo: “Se Ema dà ok, 50 mln di dosi di vaccino AstraZeneca in Italia entro giugno”

Di Lorenzo: “Se Ema dà ok, 50 mln di dosi di vaccino AstraZeneca in Italia entro giugno”

Roma, 4 gennaio – “AstraZeneca ha annunciato di essere pronta a produrre tre miliardi dosi nel 2021. Io credo che i circa 50 milioni di vaccini destinati all’Italia potranno arrivare tutti entro giugno”. A condizione, ovviamente, che l’Ema conceda il prima possibile la sua necessaria autorizzazione.

Visualizza immagine di origineA sostenerlo, in un’intervista al quotidiano La Stampa, è Piero Di Lorenzo (nella foto a sinistra),  presidente e amministratore delegato della Irbm di Pomezia, il centro di ricerca che in collaborazione con l’Università di Oxford ha sviluppato il vettore virale del vaccino prodotto dalla multinazionale anglo-svedese.

“Tutti i documenti richiesti dall’Ema” ha detto Di Lorenzo al quotidiano torinese “sono stati forniti, ma l’Ema ha diritto a chiedere ulteriori approfondimenti in qualsiasi momento”.

Dal momento del via libera dell’Ema, ha poi aggiunto l’AD di Irbm, i tempi si velocizzeranno.  “In 24 ore siamo in grado di iniziare a consegnare. L’Europa dovrà ricevere 400 milioni di dosi (300 milioni acquistati, 100 opzionati), il 13,5% andrà all’Italia” ha assicurato Di Lorenzo. “Nel primo trimestre è in calendario la consegna al nostro Paese di 16 milioni di dosi e credo  che entro giugno 2021 possano arrivare circa 50 milioni di dosi”, ovvero l’intero stock destinato al nostro Paese.
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Tutto, dunque, dipenderà dal timing delle decisioni Ema. Al riguardo, il direttore generale dell’Aifa  Nicola Magrini, persona ovviamente molto informata sui fatti (nella foto a destra), prevede che difficilmente il semaforo verde per il vaccino AstraZeneca potrà arrivare prima della fine del mese, mentre è atteso per il 6 gennaio il via libera al vaccino di Moderna, che però non fornirà al nostro Paese moltissimi vaccini.

“Le disponibilità maggiori erano attese da tre aziende” ha dichiarato Magrini in un’intervista a la Repubblica nella quale fa il punto della situazione. “Sanofi ha posposto i risultati e arriverà dopo l’estate. Johnson&Johnson è attesa per fine marzo. AstraZeneca sembrava essere in anticipo, ma ha incontrato alcune difficoltà, imputabili solo a lei, che l’hanno rallentata. L’Agenzia europea dei medicinali, l’Ema, ha ricevuto i suoi dati, ma avrà bisogno di almeno tre settimane per valutarli. Servirà cautela nella loro analisi”.

I risultati su questo vaccino, del resto, evidenziamo qualche incoerenza da approfondire, ha spiegato Magrini: “Un piccolo sottogruppo di 1.400 volontari ha ricevuto mezza dose e ha registrato un’efficacia maggiore rispetto alla dose intera”  ha ricordato il DG Aifa. “Ma poi la Gran Bretagna, che ha già approvato il vaccino, ha scelto di somministrare la dose intera. Nei risultati pubblicati sulla rivista Lancet, poi, compaiono due eventi avversi di mielite, un disturbo neurologico. Dobbiamo vederci chiaro e valutare bene rischi e benefici. Potrebbe aprirsi un dilemma etico non indifferente“.

Magrini ricorda infatti che l’Ema ha il compito di autorizzare un vaccino, ma è poi all’Aifa che spetta decidere a chi assegnare il vaccino di AstraZeneca o un altro tra quelli di Pfizer e Moderna. “Dovremo stabilire a chi destinare ciascun prodotto, e non sarà facile, di fronte a valori di efficacia potenzialmente diversi” ha affermato al riguardo il direttore dell’agenzia regolatoria. “A fine gennaio quando arriverà la valutazione dell’Ema, dovremo riflettere bene, anche in base all’andamento dell’epidemia e a quanta urgenza avremo di abbassare il numero di morti e contagi, su come rendere disponibili i vari vaccini”.

Magrini ha però chiarito che in ogni caso  non saranno i cittadini a scegliere quale vaccino fare:  “Per questo dobbiamo essere cauti nel valutare a quali categorie assegnare ciascun vaccino. Gli inglesi hanno seguito la linea opposta: agire presto prima di tutto. È una scelta problematica, come quella di posporre la seconda dose per dare precedenza a chi ancora non ha ricevuto la prima” .

 

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