Il Chmp sul vaccino AstraZeneca: “Nessun ritardo né mistero, solo aspetti da chiarire”

Il Chmp sul vaccino AstraZeneca: “Nessun ritardo né mistero, solo aspetti da chiarire”

Roma, 5 gennaio – Nessun mistero, nel rinvio delle procedure di autorizzazione del vaccino anti-Covid di Astra Zeneca, realizzato in collaborazione con la Oxford University e l’azienda italiana Irbm, solo la necessità di effettuare approfondimenti necessari a tutela della sicurezza dei pazienti e, in definitiva, resi necessari da alcuni imprevisti risultati emersi dalle sperimentazioni della stessa azienda.

Il ritardo del vaccino – che l’autorità regolatoria britannica ha invece già approvato, consentendo così l’inizio delle somministrazioni nel Regno Unito –  ha dato la stura,  soprattutto sui social, alle ipotesi più varie e fantasiose, da quella della feroce guerra tra le aziende che sarebbe in corso per accaparrarsi il mercato a quelle relative a presunti risultati negativi emersi sull’efficacia del vaccino (ovviamente asseriti alla sans façon, senza alcun dato a supporto), fino alle accuse a una presunta tendenza dell’Ema a prendersela molto comoda e lavorare poco.

Voci che, sentito dal quotidiano La Stampa, si è subito preoccupato di fugare Armando Genazzani  rappresentante italiano all’interno del  Comitato per i medicinali a uso umano dell’Ema, professore ordinario di Farmacologia presso il Dipartimento di Scienze del farmaco dell’Universita del Piemonte Orientale (nella foto).  “Sul vaccino AstraZeneca lavoriamo giorno e notte,  perché ci sono aspetti da chiarire. Nessuno di noi è in vacanza, abbiamo anticipato i tempi il più possibile ma per approvare un vaccino durante una pandemia bisogna avere ogni certezza e in questo momento sul farmaco di AstraZeneca stiamo ancora lavorando” ha spiegato l’esperto.

“Il dossier di AstraZeneca è arrivato dopo quelli di Pfizer, che abbiamo autorizzato anticipando di una settimana la valutazione, e di Moderna su cui siamo impegnati in modo intenso” ha aggiunto Genazzani.  “L’ultimo pacchetto di dati ci è stato sottomesso dall’azienda il 21 dicembre, è richiesto un tempo tecnico per leggere le carte, capirle, rilevare gli approfondimenti da richiedere”.

“Il vaccino utilizza una tecnologia diversa dai due precedenti ed è complesso” ha detto ancora il farmacologo. “Abbiamo già valutato gli studi di laboratorio, stiamo analizzando gli ingredienti e come viene prodotto visto che saranno coinvolti 6-7 stabilimenti in diverse parti del mondo a cui richiediamo di operare in modo identico. I casi valutati nelle analisi ad interim sono sufficienti per dire che il vaccino è efficace ma gli studi stanno continuando“.

Tuttavia, spiega il rappresentate del Chmp, “abbiamo chiesto ulteriori particolari su aspetti da chiarire, il che non vuole dire che ci siano problemi ma semplicemente che ci sono situazioni da approfondire. Ad esempio il fatto che, imprevedibilmente, chi è stato sottoposto alla somministrazione di mezza dose più una successiva ha una protezione maggiore di chi ne ha ricevuto una intera più una seconda. Gli studi sono stati effettuati in vari Paesi e l’efficacia varia: anche questo va chiarito” ha concluso Genazzani.

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