Terapia Covid, autorizzati in UK due farmaci, ridurrebbero del 25% il rischio di morte

Terapia Covid, autorizzati in UK due farmaci, ridurrebbero del 25% il rischio di morte

Roma, 12 gennaio – L’autorità regolatoria britannica ha approvato l’uso di due nuovi farmaci per ridurre di circa un quarto il rischio di morte per i pazienti affetti da Covid-19. Si tratta di due antinfiammatori,  tocilizumab e sarilumab, abitualmente utilizzati nel trattamento dell’artrite reumatoide.

Studi clinici che hanno coinvolto 800 persone hanno dimostrato che il tasso di mortalità per i pazienti trattati con i farmaci entro 24 ore dal loro ricovero in unità di terapia intensiva (Icu) e in combinazione con desametasone, era del 27,3%. Al contrario, i pazienti che ricevevano solo desametasone, uno steroide economico approvato dalle autorità sanitarie britanniche ed europee nel settembre 2020, avevano un tasso di mortalità del 35,8%.Visualizza immagine di origine

I pazienti che hanno ricevuto uno dei due farmaci avevano anche maggiori probabilità di avere un tempo di recupero più breve e tempi di dimissione dalla terapia intensiva anticipati anche di alcuni giorni.

“Questa è una scoperta significativa che potrebbe avere implicazioni immediate per i pazienti più gravi affetti da Covid-19” ha dichiarato Anthony Gordon, professore di Anestesia e terapia intensiva all’Imperial College di Londra (nella foto a destra). “In un momento in cui i ricoveri e i decessi per Covid 19 sono alle stelle nel Regno Unito, è fondamentale che continuiamo a identificare trattamenti efficaci che possono aiutare a invertire la tendenza contro questa malattia”.

Visualizza immagine di origineIl ministro della Sanità britannico Matt Hancock (a sinistra) ha annunciato che il Nhs, il servizio sanitario nazionale inglese,  potrebbe iniziare a utilizzare i due farmaci da venerdì per trattare casi gravi della malattia.

Il tocilizumab viene somministrato per via endovenosa e può essere utilizzato immediatamente poiché gli ospedali del Regno Unito hanno attualmente disponibilità del medicinale. Il governo ha detto che sta “lavorando a stretto contatto” con Roche, l’azienda sanitaria svizzera che produce il farmaco “per garantire che i trattamenti continuino a essere disponibili per i pazienti del Regno Unito”.

Intanto, sono state vietate le esportazioni del farmaco, misure “protezionistica” che (Brexit a parte) va letta anche alla luce della difficile situazione del Regno Unito, attualmente alle prese con una terza ondata di pandemia con oltre 50.000 nuove infezioni segnalate ogni giorno in più di una settimana.

Resta ora da capire se, sulla scorta delle decisioni inglesi, l’Ema possa muovere in direzione di una revisione a breve  dell’impiego dei due farmaci.

 

 

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