Tamponi rapidi, medici veneti pronti a denunciare i farmacisti per abuso di professione

Tamponi rapidi, medici veneti pronti a denunciare i farmacisti per abuso di professione

Roma, 12 gennaio – I medici veneti, e segnatamente quelli di Padova, ritengono che l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi in farmacia per l’individuazione del coronavirus Sars CoV 2 sia un atto medico e, come tale, prerogativa della professione medica. Per questo, il presidente dell’Omceo di Padova Domenico Crisarà (nella foto a destra), ha annunciato ieri di aver richiesto  un parereRisultato immagine per domenico crisarà padova medici pro veritate alla Società italiana di medica legale: qualora si profilasse l’esercizio abusivo della professione medica, l’organismo di rappresentanza professionale farà subito scattare le denunce alle autorità competenti.

L’annuncio dei medici, che ha trovato ieri ampio spazio sulla stampa locale, suona inevitabilmente come un’iniziativa dichiaratamente ostile nei confronti della farmacia e dei farmacisti, che immediatamente replicato. La prima reazione è arrivata a FarmacieUnite, che in un comunicato stampa si rammarica  “con un po’ di amarezza”  della posizione di forte contrasto espressa dai medici nei confronti del protocollo regionale che in Veneto consente alle farmacie di eseguire i tamponi rapidi Covid 19.

“Innanzitutto,Visualizza immagine di origine ci preme sottolineare che è la legge a legittimare i tamponi in farmaci” si legge nella nota della sigla presieduta da Franco Gariboldi Muschietti (nella foto a sinistra). “La ratio che sottende i recenti provvedimenti normativi in materia è quella di affrontare il momento straordinario con misure straordinarie e con l’aiuto di tutti. È assurdo, in questo contesto, così difficile e drammatico, accendere guerre di religione e contrapposizioni corporative”.

“È chiaro che i farmacisti si impegnano, almeno al pari dei medici, in questa situazione spinti dal senso civico e di servizio in un momento di emergenza, perché è evidente a chiunque che di lucro non si possa parlare” scrive ancora FarmacieUnite. “Inoltre, non è vero che i tamponi in farmacia favoriscano la latitanza dei positivi: i risultati dei test vengono tracciati e monitorati nel portale regionale. Ci fermiamo qui con le argomentazioni di principio, perché ci pare inopportuno intavolare a mezzo stampa discussioni irrispettose nei confronti della moltitudine di cittadini preoccupati di essere contagiati e portatori di contagio. Ancora più irrispettose nei confronti di chi la malattia l’ha vissuta o la sta vivendo” conclude il comunicato. “I farmacisti sono al fianco dei medici sempre e in ogni caso ma sempre e in ogni caso al fianco dei cittadini”.

FarmacieUnite, però, affronta la questione del ruolo delle farmacie nell’emergenza pandemica in termini più generali, ricordando come esponenti sia della maggioranza di governo sia dell’opposizione abbiano evidenziato negli ultimi tempi la necessità di coinvolgere anche le 19mila farmacie italiane per portare a compimento, in tempi i più rapidi possibile, la gigantesca campagna vaccinale per immunizzare gl italiani contro il coronavirus.

La stessa recentissima legge di bilancio 2021, ricorda il sindacato,  “ha attribuito alle farmacie e ai farmacisti quali operatori sanitari, la possibilità di effettuare le vaccinazioni presso i propri locali con la supervisione di medici, assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato”.

FarmacieUnite, come già avvenuto con la richiesta di effettuare i tamponi in farmacia, si dichiara disponibile a organizzare il servizio di vaccinazione – attraverso le farmacie della propria associazione che lo riterranno opportuno – nel rispetto dei protocolli che saranno concordati. “A questo proposito sarebbe necessario che fin d’ora nelle sedi preposte si dettaglino i protocolli di attuazione di questo servizio”  scrive in una nota il sindacato “in modo che, quando arriveranno le dosi di vaccino previste, si possa passare con rapidità alla fase operativa di vaccinazione in farmacia. Inoltre, è opportuno ricordare che la farmacia è il naturale veicolo di informazione sulla salute verso i cittadini sia per la potenzialità di contatto (oltre 3,5 milioni di clienti al giorno entrano nelle farmacie italiane) sia per l’elevata professionalità dei farmacisti presenti”.

FarmacieUnite conclude rinnovando fin da subito anche la propria disponibilità “a collaborare con gli enti preposti per la stesura dei protocolli e per l’organizzazione della vaccinazione in farmacia”.

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