Denuncia di Fnpi: Prenotazione vaccino anti-Covid, farmacisti di parafarmacia discriminati

Denuncia di Fnpi: Prenotazione vaccino anti-Covid, farmacisti di parafarmacia discriminati

Roma, 13 gennaio -In alcune province italiane  ai farmacisti di parafarmacia “non viene permessa o viene ritardata la prenotazione per il vaccino per il Covid 19, rispetto ai colleghi di farmacia”.

Questa la pesante denuncia avanzata ieri da Fnpi, la Federazione nazionale parafarmacie italiane. In un comunicato stampa diffuso ieri, il presidente Davide Gullotta (nella foto) spiega comunque che, secondo quanto emerge da diversi report dei colleghi del territorio, si tratta ancora di “fenomeni abbastanza isolati” che si riferiscono solo ad alcune aree del Paese, dal momento che in genere “nelle varie province italiane gli Ordini provinciali stanno avvisando e fornendo informazioni a farmacisti di parafarmacia e farmacia in modo uguale”. 
Purtroppo, però,  in alcune realtà si registrano criticità,  come “sembrerebbe essere accaduto in provincia di Alessandria: abbiamo casi in cui gli Ordini provinciali deliberatamente hanno invitato a prenotarsi e fatto vaccinare solo i farmacisti di farmacia, escludendo di fatto i farmacisti che operano in parafarmacia”  scrive Gullotta. “Fenomeni che sono accaduti anche a fronte di precise comunicazioni da parte dell’assessorato regionale che invitava i presidenti degli Ordini a contattare tutti i farmacisti operanti sul territorio di riferimento”.
“Tali gravissime omissioni non hanno diritto di cittadinanza né logica né giuridica nel nostro ordinamento”  afferma il presidente di Fnpi, annunciando un approfondimento dei  fatti per valutare se adire le opportune sedi giudiziarie “qualora verificassimo la concreta lesività di quanto ci viene riferito dai colleghi”.
“Molti problemi sono nati quando con l’Asl provinciale si è rapportata direttamente con le sedi locali di Federfarma bypassando l’Ordine provinciale che dovrebbe rappresentare tutti i farmacisti indipendentemente dal luogo di lavoro” spiega Gullotta. “Ci aspettiamo che siano gli Ordini provinciali a muoversi, cosa più logica a pratica, per la campagna vaccinale e non soltanto un sindacato come Federfarma, che per quanto forte rappresenta solo una parte di tutti i farmacisti”. 
“Tali comportamenti e omissioni, in un momento così complesso e difficile per tutta la categoria, fatti per di più nei confronti di colleghi che appartengono allo stesso ordine professionale” conclude Gullotta “sono inqualificabili e ci stupiamo che gli Ordini provinciali si facciano scavalcare così facilmente dal sindacato dei titolari di farmacia”.
Print Friendly, PDF & Email
Condividi