Saturimetri, non tutto è andato per il verso giusto, le precisazioni di Federfarma

Saturimetri, non tutto è andato per il verso giusto, le precisazioni di Federfarma

Roma, 14 gennaio – Mentre in tutta Italia i farmacisti durano qualche fatica a far comprendere (mettendoci del bello e del buono e, soprattutto, considerevoli quantità di tempo) che la distribuzione gratuita di saturimetri, “quella che hanno detto in televisione”, in realtà è un’iniziativa pilota che riguarda poche farmacie del Paese, Federfarma (uno dei promotori del progetto, insieme alla Società italiana di Pneumologia) si è trovata ieri nella necessità di tornare a intervenire sull’argomento, con una opportuna nota di precisazione che suona in tutta evidenza come l’ammissione che qualcosa evidentemente non ha funzionato e che però ben difficilmente sarà sufficiente ad arginare le “reazioni avverse” che la campagna istituzionale MisuriAMO2 ha provocato all’interno della categoria e tra i cittadini.

Nel suo comunicato, il sindacato dei titolari fa riferimento a “numerose richieste pervenute dai cittadini circa le modalità di svolgimento della seconda fase della campagna MisuriAMO2 (in effetti, di fronte alla mancata consegna gratuita in farmacia del saturimetro, molti cittadini hanno deciso di chiedere direttamente al sindacato  spiegazioni e informazioni su dove siano disponibili i dispositivi gratuiti, NdR), precisando che la seconda fase dell’iniziativa “è un progetto pilota a carattere sperimentale, finalizzato a testare su alcuni pazienti affetti da gravi patologie respiratorie, comprese le polmoniti da Covid-19, l’efficacia del monitoraggio domiciliare attraverso l’uso del saturimetro”.
“È la farmacia a individuare i soggetti da coinvolgere tra i propri pazienti abituali, tenendo conto della gravità della patologia respiratoria e di situazioni di particolare fragilità che richiedono un quotidiano monitoraggio domiciliare” continua la nota di precisazione Federfarma, specificando che “i saturimetri messi a disposizione dalla Sip per questa fase del progetto pilota sono 25.000 e le farmacie che è stato possibile coinvolgere sono 1.200 su tutto il territorio nazionale”.
“In questa fase è del tutto inutile che i cittadini vadano alla ricerca del saturimetro gratis in farmacia” afferma quindi il sindacato “poiché i dispositivi disponibili possono essere consegnati dal farmacista solo ai pazienti con determinate caratteristiche, individuati sulla base dei criteri sopra indicati”.
“Qualora l’iniziativa confermasse la propria utilità ed efficacia sociosanitaria” conclude quindi il comunicato “auspichiamo che possa essere estesa ad un maggior numero di farmacie e di pazienti”.

Tutto chiaro, dunque? Sì, ove si escluda l’assenza di qualunque cenno, anche vago, di assunzione di responsabilità per gli errori evidentemente commessi e di relative quanto doverose scuse. Sono infatti del tutto assenti le spiegazioni su cosa non abbia funzionato sul terreno della comunicazione interna ed esterna, per  provocare una misinformation tale da trasformare  un’importante iniziativa istituzionale in un boomerang capace di sollevare un’ondata di reazioni negative non solo tra i cittadini ma tra le stesse farmacie. Che sono state le prime, in tutta evidenza,  s essere colte di sorpresa (tanto da arrabbiarsi con diverse zeta…) dall’annuncio del Tg2 Rai di domenica scorsa, con il quale la Sip ha appunto comunicato l’inizio, a partire dal giorno dopo, della distribuzione gratuita di “saturimetri nelle farmacie italiane”.

Una ricostruzione puntigliosa degli eventi è proposta dal giornalista Alessandro Santoro in questo post al quale – per correttezza professionale – rimandiamo i lettori che vogliano documentarsi più a fondo (sempre che si fidino dei giornalisti…) sulla genesi e lo svolgimento di una vicenda sulla quale le centinaia di commenti affidati ai social e alle piattaforme di discussione online della categoria ci inducono a non aggiungerne un altro. Proponiamo invece la conclusione con la quale Santoro archivia la sua ricostruzione della vicenda, che – citando Gadda – definisce “un pasticciaccio”.

“Diventa evidente che al sindacato va rimproverata una gestione raffazzonata e approssimativa della comunicazione” scrive il giornalista. “Il reclutamento delle farmacie destinate alla fase 2 viene confinato nelle segrete stanze delle rappresentanze territoriali (e così, quando il Tg2 dà la notizia, la gran parte dei farmacisti cade dalle nuvole); l’iniziativa viene promossa sulla stampa generalista quando già è iniziata e non viene data alcuna notizia delle due proroghe successive (nonostante servano «a coinvolgere un numero più ampio di cittadini»). Il Tg2 riferisce dei 30mila saturimetri in distribuzione gratuita senza che le farmacie nel loro insieme siano state adeguatamente preavvertite”.
“Per di più, il sindacato non prova neanche a far rettificare la notizia” continua Santoro. “Nonostante i dispositivi in distribuzione gratuita non siano 30mila ma poco più di 24mila, cioè 20 per ognuna delle 1.207 farmacie reclutate. E la distribuzione, a quanto risulta, starebbe procedendo con forti difficoltà: una buona parte dei titolari deve ancora riceverli (arriveranno tutti entro giovedì, si dice) e tra chi li ha già ricevuti qualcuno segnala esemplari rotti o non funzionanti. Un pasticciaccio, appunto”.

 

 

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