Servizio Studi Senato su vaccinazioni Covid: “Mmg e Psl non compresi”. Ma le farmacie sì

Servizio Studi Senato su vaccinazioni Covid: “Mmg e Psl non compresi”. Ma le farmacie sì

Roma, 14 gennaio – Merita attenzione la nota breve nella quale il sempre penetrante Servizio Studi del Senato analizza le misure relative al piano vaccinale anti-Covid contenute nella Legge di bilancio licenziata a fine anno dal Parlamento. Misure che, come è noto, stabiliscono le modalità di attuazione e quali sono gli operatori che andranno coinvolti nella somministrazione di quella che sarà la più vasta campagna di vaccinazione mai condotta nel nostro Paese

Secondo quanto previsto dai commi 457 a 467 dell’articolo 1 della Legge di bilancio 2021, l’attuazione del piano spetta alle Regioni e Province autonome tramite medici specializzandi (su cui nelle settimane scorse c’è stata peraltro una polemica in merito al pagamento), medici, infermieri e assistenti sanitari, ivi compresi quelli in quiescenza, da reperire mediante le agenzie di somministrazione di lavoro. Ma in caso di insufficienza delle risorse professionali appena ricordate, si dovrà ricorrere a prestazioni aggiuntive di medici, infermieri e assistenti sanitari dipendenti da enti e aziende del Servizio sanitario nazionale.

«Agli oneri relativi alla remunerazione dei professionisti summenzionati e delle agenzie di somministrazione si provvede nell’ambito di distinti limiti di spesa” spiega la nota breve realizzata dal Servizio Studi del Senato, intitolata eloquentemente  Sulla vaccinazione contro il Covid-19  – competenze e destinatari” e  pubblicata martedì scorso, 12 gennaio.

Questo vuol dire, scrive il Servizio Studi,  che l’attuale disciplina “non comprende ipotesi di somministrazione da parte di personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, quali i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta“.

Se i medici di famiglia non possono essere coinvolti nella somministrazione dei vaccini, le farmacie (attenzione: non i farmacisti!) invece sì: è quello che emerge (anche se la nota breve del Servizio Studi non ne fa cenno) dal comma 471 della Legge di bilancio,  molto chiaro al riguardo. Anche tenendo conto delle “recenti iniziative attuate nei Paesi appartenenti all’Unione europea finalizzate alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni” da coronavirus è infatti consentita, seppure in via sperimentale per l’anno 2021, “«la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico sotto la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato», subordinatamente alla stipulazione di accordi specifici.

 

Servizio Studi del Senato – Nota breve sulla vaccinazione contro il Covid-19. Competenze e destinatari

Print Friendly, PDF & Email
Condividi