Gimbe: “Covid, curve tutte in risalita, ora serve il lockdown”

Gimbe: “Covid, curve tutte in risalita, ora serve il lockdown”

Roma, 15 gennaio – Stanno risalendo tutte le curve e il vaccino non è la soluzione immediata: adesso serve il lockdown.

Lo afferma la Fondazione Gimbe nel suo consueto monitoraggio settimanale indipendente, riferito al periodo 6-12 gennaio, nel quale rileva l’incremento dei nuovi casi e la risalita delle curve di ricoveri con sintomi e terapie intensive, entrambe sopra la soglia di saturazione in metà delle Regioni. Salgono anche i decessi.

Per la Fondazione, è quindi rischioso puntare tutto sul vaccino: serve un’immediata e rigorosa stretta per evitare un anno di difficile convivenza con il virus, con ospedali ciclicamente al  limite del collasso, continue strette e allentamenti e un aumento  inesorabile dei decessi.
Tra il 6 e il 12 gennaio 2021, i casi sono saliti rispetto  alla settimana precedente  (121.644 contro 114.132), a fronte di un lieve calo del rapporto  positivi/casi testati (29,5% vs 30,4%). Stabili i casi attualmente  positivi (570.040 vs 569.161) e, sul fronte ospedaliero, lieve  risalita dei ricoverati con sintomi (23.712 vs 23.395) e delle  terapie intensive (2.636 vs 2.569); ancora in aumento i decessi (3.490 vs 3.300).

I dati di dettaglio dicono che  rispetto alla settimana precedente i decessi (3490 quelli registrati) sono aumentati del 5,8%, le terapie intensive hanno 67 pazienti in più (+2,6%), i ricoverati sono aumentati di 317 unità (+3,4%) e sono cresciuti anche i nuovi casi (121.644 in più, pari al +6,6.
“I dati  confermano la lenta risalita dei nuovi casi settimanali e, sul versante ospedaliero, il costante aumento di ricoveri e terapie  intensive dove l’occupazione da parte di pazienti Covid supera in 10  Regioni la soglia del 40% in area medica e quella del 30% delle  terapie intensiva” spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione  Gimbe (nella foto).
Per l’esperto, “a quasi un anno dallo scoppio della pandemia nel nostro Paese, non possiamo più permetterci di inseguire affannosamente il virus. Considerato che le  prossime settimane saranno cruciali per il controllo della pandemia  nell’intero 2021, sulla base delle migliori evidenze scientifiche, la  Fondazione Gimbe sta elaborando una proposta per la gestione 2021  della pandemia, integrata con le certezze e incertezze del piano  vaccinale”.

La strategia, spiega Cartabellotta, prevede la continua valutazione di cinque  variabili che condizionano il controllo della pandemia: 1) circolazione del Sars-CoV-2, in termini di incidenza di nuovi casi  per 100.000 abitanti; 2) impatto della Covid-19, sia sul sovraccarico dei servizi sanitari,  sia sulla prognosi della malattia (aggravamenti, decessi), sia sulla  riduzione dell’assistenza per pazienti non Covid-19; 3) aderenza della popolazione alle misure individuali: distanziamento  sociale, utilizzo della mascherina, igiene delle mani, aerazione  degli ambienti chiusi; 4) copertura vaccinale, fortemente condizionata da approvazione e  disponibilità dei vaccini: al momento gli accordi con  Pfizer-BioNTech e Moderna garantiscono all’Italia 102,3 milioni di  dosi, ma le tempistiche di consegna sono certe solo per circa 37  milioni di dosi (10 entro marzo, 12,8 entro giugno e 14,8 entro  settembre), a cui si aggiungerebbero ulteriori 40,3 milioni di dosi  del vaccino AstraZeneca entro giugno in caso di positiva valutazione  dell’Ema, attesa per il 29 gennaio; 5) obiettivo strategico di contrasto alla pandemia, secondo la classificazione di un recente articolo pubblicato sul British Medical Journal: eliminazione, soppressione e  mitigazione.

“Nel primo trimestre 2021”
spiega Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi sanitari di Gimbe “con una copertura vaccinale minima ci si attende un’elevata  circolazione del Sars-CoV-2, con preoccupanti incertezze sulle nuove  varianti, ed elevato impatto della Covid-19 sui servizi sanitari. Di conseguenza, per centrare l’obiettivo di eliminazione del virus, è indispensabile attuare rapidamente la strategia soppressiva, al fine di ridurre in modo rilevante i casi attualmente positivi e appiattire  la curva epidemica”.

In questo modo, aggiunge la Fondazione, con  l’arrivo della bella stagione e il progressivo aumento delle coperture vaccinali, la minore circolazione del Sars-CoV-2  permetterebbe durante i mesi estivi la ripresa di un’efficiente  attività di tracciamento per raggiungere l’obiettivo della  progressiva eliminazione.
“Considerati i modesti risultati ottenuti dal sistema delle  Regioni ‘a colori’ e le incognite legate all’efficacia del vaccino  soprattutto in termini di riduzione dei quadri severi di malattia e  di trasmissione del virus” argomenta Cartabellotta “questa  rappresenta l’unica strada per mantenere il controllo dell’epidemia  sino a fine anno senza affidarci esclusivamente al vaccino. Infatti, continuando con le strategie di mitigazione, sarà realisticamente impossibile riprendere un tracciamento efficace e l’unico auspicio non potrà che essere quello di raggiungere presto adeguate coperture vaccinali. Questo però significa accettare il rischio di una circolazione virale intermedia con gravi ripercussioni sulla salute e sull’economia ancora fino al prossimo autunno”.

Per il presidente di Gimbe, “le dichiarazioni del ministro Speranza alle Camere lasciano intuire che per il 2021 si intende perseguire una strategia di mitigazione puntando sui massimi risultati di copertura vaccinale e confidando nella massima efficacia del vaccino. Se a questo aggiungiamo tutte le incertezze che la crisi di Governo comporta il quadro è davvero inquietante” conclude Cartabellotta. “In assenza di una immediata e rigorosa stretta, ci attende un anno di difficile convivenza con il virus, con ospedali ciclicamente al limite del collasso, continui tira e molla sull’apertura di scuole e attività produttive e un aumento inesorabile dei decessi”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi