Ministero della Salute: “Vietati dalle norme in vigore i buoni spesa correlati ai farmaci”

Ministero della Salute: “Vietati dalle norme in vigore i buoni spesa correlati ai farmaci”

Roma, 18 gennaio – Le norme in vigore vietano concorsi, operazioni a premio e vendite sottocosto aventi ad oggetto farmaci e impongono che l’eventuale sconto praticato dal venditore al dettaglio sia chiaro al consumatore e sia praticato a tutti gli acquirenti.

Questa l’inequivocabile chiarimento arrivato dalla Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del ministero della Salute in risposta a una richiesta inviata da Federfarma lo scorso novembre concernente l’iniziativa avviata da una catena di farmacie, che prevedeva il rilascio ai clienti di buoni spesa correlati all’ammontare degli acquisti includendo anche i farmaci erogati in regime di Ssn,

“L’art. 11, comma 8, ultimo periodo, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27”  scrive la Direzione del servizio farmaceutico “prevede che le farmacie possano praticare sconti sui prezzi di tutti i tipi di farmaci e prodotti venduti, pagati direttamente dai clienti, dandone adeguata informazione alla clientela”.  Ma, precisa subito il ministero, “le norme sopraccitate non consentono né alle farmacie, né agli esercizi commerciali, di applicare sistemi che, nell’intento di fidelizzare i clienti, realizzino discriminazioni fra gli stessi nell’applicazione degli sconti sull’acquisto dei farmaci”. Ciò. sottolinea il ministero, per “evitare che pratiche commerciali finalizzate alla ricerca della clientela possano favorire il consumo dei medicinali o realizzare distinzioni, dirette o indirette, immediate o successive, tra clienti sul prezzo dei medicinali“, che in quanto strumento di cura delle malattie, sono oggetto nel nostro ordinamento di una disciplina speciale finalizzata a impedire che possano essere “oggetto di pratiche commerciali potenzialmente idonee a causarne un consumo errato o un abuso con effetti nocivi sulla salute”.

“Più in particolare” precisa la Direzione del ministero “il legislatore con il divieto di qualsivoglia operazione a premio o concorso connessa alla vendita di medicinali ha inteso impedire non solo, in concreto, che l’acquisto del medicinale sia condizionato da fattori diversi da quelli strettamente curativi, ma anche, a priori e più in generale, che il medicinale in quanto tale possa ricadere in meccanismi premiali rientranti sic et simpliciter in logiche concorrenziali e di consumo”.

Ribadita la natura specifica, speciale e peculiare del farmaco come “bene di salute” e non di consumo, è del tutto evidente che il divieto in parola non è applicabile  solo ai medicinali senza obbligo di prescrizione medica, ma (a maggior ragione)  anche ai medicinali prescritti dal medico, che ai senso del già ricordato decreto-legge 24 gennaio 2012, n. l, così come convertito in legge, “non possono essere oggetto di sconto alcuno da parte del farmacista, non essendo il relativo costo sostenuto dall’acquirente”.

Inevitabile la conclusione: agganciare la concessione di buoni sconto a scontrini che contengono anche medicinali erogati per conto del Ssn non è compatibile con le norme vigenti, perchè di fatto realizzano  “un meccanismo premiale, connesso, in quanto accessorio e indissociabile, alla vendita di medicinali, che determina un vantaggio economico (sconto indiretto) derivante dall’acquisto del medicinale, finanche a carico del Servizio sanitario nazionale, di cui, peraltro, beneficiano non già tutti gli acquirenti, bensì solo coloro che intendano effettuare ulteriori acquisti, sia pure di beni diversi dai farmaci, nella farmacia medesima”.

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