Mnlf su ricette dematerializzate non a carico del Ssn: “Un atto di civiltà”

Mnlf su ricette dematerializzate non a carico del Ssn: “Un atto di civiltà”

Roma, 18 gennaio – Un atto legislativo che è, in primo luogo, un atto di civiltà denso diVisualizza immagine di origine molte e positive implicazioni. Questo il giudizio espresso dal Movimento nazionale dei liberi farmacisti sul decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che introduce la dematerializzazione delle ricette delle ricette ripetibili e non ripetibili per i farmaci non a carico del Sns, che in una nota diffusa oggi esprime la sua viva soddisfazione per un provvedimento che gli stessi liberi farmacisti furono tra i primi a richiedere, in occasione degli Stati generali della parafarmacia ad aprile 2019.  La proposta venne poi pubblicamente avanzata il 9 luglio successivo,  quando  – partecipando alle giornate della Maratona del Patto della Salute, indette dall’allora ministra della Salute Giulia Grillo (nella foto), il Mnlf  lanciò appunto la proposta di dematerializzare anche le ricette ripetibili e non ripetibili, incontrando l’immediata opposizione di Federfarma, che bollò l’idea come inutile e costosa.

“Invece, a distanza di due anni le buone idee crescono e si affermano anche grazie al contributo dei molti che ci hanno lavorato” scrive la sigla dei liberi farmacisti nel suo comunicato, dove il decreto viene definito “na piccola, grande rivoluzione per cittadini, medici e farmacisti”.

“Dal 30 gennaio i pazienti potranno ricevere dal medico attraverso mail, sms o altro canale informatico il Nrbe, ovvero il numero della ricetta bianca che assieme al codice fiscale contenuto nella tessera sanitaria permetterà di ritirare il farmaco senza doversi recare dal medico” scrive ancora Mnlf, illlustra il merito del decreto. “Tale modalità è utile per tutte quelle terapie ripetitive che non necessitano di recarsi periodicamente dal medico, una modalità che però ha anche altri inaspettati vantaggi. Innanzitutto, viene completata la tracciabilità del farmaco e non sarà più possibile cedere medicinali senza il consenso del medico o in assenza della prescrizione, perché questo potrebbe essere immediatamente rilevato, non ci sarà più la giustificazione della consegna d’urgenza o perlomeno, verrà fortemente ridimensionata ai casi reali, essendo più facile raggiungere il medico e per lui inviare la ricetta in modalità dematerializzata”.

Ma i vantaggi, per Mnlf, non sono finiti: “Potrà essere incrementata la lotta all’antibiotico resistenza che vede il nostro Paese ai primi posti in Europa, perché appunto più difficile cedere antibiotici senza la ricetta, quella ai farmaci d’abuso come le benzodiazepine o i farmaci psicotropi” continua infatti il comunicato. “Inoltre, fatto non secondario in era Covid-19, si contribuisce ad evitare l’affollamento degli studi medici e si hanno dei risparmi, anche economici, dovuti ai mancati spostamenti”.

“Dopo questo atto legislativo, che il Movimento nazionale liberi farmacisti definisce di civiltà, ci aspettiamo che l’Aifa proceda in maniera seria e veloce ad una revisione dei farmaci con o senza obbligo di ricetta medica, guardando anche alle esperienze degli altri Paesi e, naturalmente alla loro sicurezza” conclude la nota. “Siamo certi che tra quelli attualmente con obbligo di ricetta, l’Aifa sarà in grado d’individuare quelli che possono essere dispensati senza, ma sempre con il controllo e il consiglio del farmacista”.

 

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