Covid, partono in Umbria i test rapidi nelle farmacie per la sicurezza delle scuole

Covid, partono in Umbria i test rapidi nelle farmacie per la sicurezza delle scuole

Roma, 19 gennaio – Riprendere l’attività didattica delle scuole superiori in sicurezza: con questo obiettivo la Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore alla Salute, Luca Coletto Visualizza immagine di origine(nella foto a sinistra), ha approvato un accordo con le farmacie pubbliche e private convenzionate per una campagna di test diagnostici rapidi per la ricerca degli anticorpi Sars-CoV2, come misura di ulteriore sostegno allo svolgimento in sicurezza delle attività scolastiche.  Contestualmente, su proposta dell’assessore all’Istruzione, Paola Agabiti, è stato approvato un atto che finanzia l’attività di testing presso le farmacie con un milione di euro.

“Nella fase di ripresa delle attività didattiche in presenza”  spiegano i due assessori dell’Umbria “assume particolare rilevanza la valutazione epidemiologica della circolazione virale nella popolazione studentesca e nel personale docente e non docente delle scuole secondarie di secondo grado dell’Umbria e dei corsi di Istruzione e Formazione Professionale. A tal fine è stato avviato un confronto con le farmacie per promuovere l’attività di testing con test antigenico rapido, eseguibile nelle farmacie aderenti, dotate di spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario e atti a garantire la tutela della riservatezza. Questa attività permetterà di valutare la situazione epidemiologica per età e classi in modo da studiare anche la curva di trasmissione del virus a livello familiare”.

Il test, in base all’accordo sottoscritto con le farmacie, può essere effettuato una volta al mese, su appuntamento, preferibilmente pomeridiano, e previa compilazione di un modulo di autocertificazione.  Le farmacie che aderiranno all’esecuzione del test dovranno darne comunicazione al Servizio farmaceutico competente e a Umbria Digitale.

A coloro che aderiranno al progetto di testing verranno illustrate da parte del farmacista le finalità del progetto, le misure di sicurezza previste che lo riguardano e sarà consegnata apposita informativa sul progetto e sul trattamento dati, insieme aun modulo per il consenso informato.

A sua volta il farmacista, accedendo al Sistema CUP con le credenziali già disponibili per la farmacia, eseguirà l’accettazione, inserirà a sistema l’esito, positivo o negativo, del test e la mail della persona che riceve il risultato con il numero di cellulare. In caso di esito positivo il farmacista raccomanderà l’isolamento domiciliare fiduciario in attesa dell’esito del tampone molecolare di conferma eseguito dall’Isp dell’Asl competente.

La comunicazione di test negativo viene ricevuta dalla persona via mail. In caso di positività, la mail sarà inoltrata anche al Mmg o pediatra di libera scelta, che potrà prenotare il tampone molecolare presso i drive in e all’Isp. Il test potrà essere ripetuto da parte di uno stesso cittadino aderente al progetto non prima di 30 giorni dal precedente test eseguito presso una farmacia. Il programma di testing nella popolazione scolastica in collaborazione cn le farmacie è partito ieri, 18 gennaio.

“Siamo soddisfatti di poter dare una mano ulteriore in questo momento drammatico” commenta il presidente di Federfarma Umbria, Augusto Luciani (nella foto a destra). Esprimono perplessità, invece, le sigle dei sindacati dei lavoratori, per i quali la nuova iniziativa (che si rivolge a una platea potenziale di 50mila persone) comporterà un aggravio di lavoro e rischi per chi nelle farmacie ci lavora. “In questo ultimo anno le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie hanno svolto un ruolo di grande responsabilità, assumendo rischi altissimi e spesso facendo cose che vanno ben oltre il loro ruolo naturale e la loro formazione” scrive in una nota la Filcams Cgil di Perugia e di Terni. “Lo hanno fatto con spirito di servizio, consapevoli del momento drammatico che stiamo vivendo. Ma a questo sforzo che ora si chiede di incrementare ulteriormente non è corrisposto alcun riconoscimento sul piano economico e dei diritti, anzi, parliamo di lavoratrici e lavoratori il cui contratto nazionale è scaduto da oltre sei anni per le farmacie pubbliche e da otto per quelle private. Noi crediamo che lavoratrici e lavoratori delle farmacie (i cui stipendi, ricordiamolo, non sono certo faraonici) meritino rispetto e riconoscimento” conclude la nota del sindacato. “Non si può chiedere soltanto, Federfarma e Assofarm si aprano al confronto con chi le farmacie le fa funzionare ogni giorno”.

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