FarmacieUnite: “Basta con blocchi continui del sistema di gestione delle ricette digitali”

FarmacieUnite: “Basta con blocchi continui del sistema di gestione delle ricette digitali”

Roma, 20 gennaio – Ormai sta diventando quasi un’abitudine, decisamente pessima: in Veneto, il sistema che permette ai medici di caricare le ricette e alle farmacie di riceverle, prenderle in carico ed erogarle va spesso in tilt, mandando in crisi l’assistenza farmaceutica, con conseguenze facilmente immaginabili (in termini di disagi) per i cittadini e gli operatori.

Che si tratti del Sac (il sistema di accoglienza centrale) o del Sar (sistema di accoglienza regionale), quasi ogni giorno i farmacisti sono costretti a ispirarsi a Giobbe e ad armarsi di dosi industriali di pazienza per giustificare ai cittadini comprensibilmente irritati (è un eufemismo) disfunzioni che non dipendono da loro. A fare le spese della situazione sono infatti in particolar modo proprio i  pazienti, costretti a tornare in farmacia più volte per avere il farmaco di cui hanno bisogno. E come sempre, a essere costretti a far fronte alle loro proteste, che talvolta finiscono inevitabilmente per superare la soglia dell’urbanità, sono sempre e solo i farmacisti delle farmacie di comunità, che operando da front office del sistema sanitario non possono far altro che metterci la faccia.

“Il 15 gennaio scorso è stato pubblicato il decreto ministeriale per la dematerializzazione dei farmaci non a carico del Ssn soggetti a ricetta medica ma, se questi sono i risultati del digitalVisualizza immagine di originee, due sono le soluzioni: o si rende sicuro il sistema creando infrastrutture di supporto oppure si ritorni al cartaceo” commenta in una nota diffusa alla stampa locale e a quella di categoria il presidente di FarmacieUnite Franco Gariboldi Muschietti (nella foto). “Ma, considerando che la particolare situazione venutasi a creare col Covid 19 e il buon senso non consentono di tornare indietro, chiediamo a gran voce che si metta mano a un sistema che rivela giorno dopo giorno le sue enormi falle”.

Un grido di dolore, quello di Muschietti, più che comprenbile di fronte a una situazione che prosegue da anni, nota a chi dovrebbe porvi rimedio ma per la quale non si vede via di soluzione: nonostante le reiterate sollecitazioni al riguardo, non si riesce infatti ad avere risposte certe né sulla soluzione definitiva dei problemi che causano i blocchi del sistema né sulle tempistiche di risoluzione del blocco specifico.

E i farmacisti, scrive FarmacieUnite, “sono stanchi di essere oberati da oneri burocratici continui e di doversi quotidianamente scontrare con disservizi informatici che sembrano ormai anacronistici”. Considerando il periodo di sperimentazione, sono circa otto anni che il sistema di gestione delle ricette elettroniche è in esercizio, senza però riuscire ancora  a raggiungere un grado di stabilità accettabile. Inevitabile la sconsolata domanda con la quale FarmacieUnite chiude il suo comunicato: “Quanto tempo dovremo ancora aspettare per avere un sistema stabile e sicuro?”

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