Piemonte e Veneto: “Con AstraZeneca, Mmg in campo”. E Cirio non dimentica le farmacie

Piemonte e Veneto: “Con AstraZeneca, Mmg in campo”. E Cirio non dimentica le farmacie

Roma, 20 gennaio –  “Saremo la prima Regione d’Italia a chiudere un accordo per l’inoculazione del vaccino anti-Covid attraverso i medici di medicina generale”. Questo l’annuncio del  Visualizza immagine di originepresidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio  (nella foto), alla vigilia dell’incontro che ieri ha sancito l’intesa per il coinvolgimento degli Mmg nella campagna vaccinale anti-Covid.  “Siamo sabaudi e vogliamo essere pronti” ha chiosato Cirio con un sussulto di orgoglio risorgimentale.
“Abbiamo 3.200 sentinelle della nostra salute con cui dobbiamo costruire una rete di sempre maggiore collaborazione. I medici di medicina territoriale collaboreranno alla campagna somministrando il vaccino Astra-Zeneca, non appena disponibile”.
In Piemonte la campagna vaccini va in ogni caso  avanti: “Il 30 gennaio sarà al via la vaccinazione rivolta agli ultra ottantenni” spiega Cirio. “Vaccineremo gli over 80 usando il vaccino di Moderna, che deve essere conservato a -20 gradi, per cui avremmo la collaborazione dei medici di base per la prenotazione, ma faremo la somministrazione all’interno delle nostre strutture non ospedaliere, nelle Asl. Con i medici  stiamo invece lavorando per quando sarà aperta la vaccinazione con il vaccino Astra-Zeneca, che non avrà particolari problemi di conservazione e potrà essere gestito come un normale vaccino anti-influenzale”.
Ma, e il fatto è rilevante, Cirio afferma anche di “non voler dimenticare le farmacie, con le quali avremo un incontro in serata: rivestiranno un ruolo importante per la somministrazione di questo vaccino”.
“Il Covid – conclude Cirio – ci ha insegnato l’importanza del lavoro di squadra, e il fatto che le professioni di tutti sono importanti. Seguendo questo insegnamento credo che potremo presto rivedere la luce e ripartire”. 

Sulla stessa strada si sta muovendo il Veneto, che sulla base di uno specifico accordo (che verrà definito nei particolari e stipulato nei prossimi giorni), “arruolerà” i medici di medicina generale Visualizza immagine di originenella “squadra” della sanità veneta per l’erogazione del vaccino anti-Covid, decisione arrivata lunedì scorso al termine di un incontro tra l’assessora regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin (nella foto a sinistra) e le organizzazioni sindacali degli Mmg.

“Ho trovato grande disponibilità dei medici a far parte di questa grande operazione di salute pubblica” ha riferito al termine Lanzarin. “Saranno un aiuto prezioso per raggiungere l’obbiettivo comune, che è quello di vaccinare quante più persone possibile nel minor tempo possibile”.

“Tutti sanno del momento di difficoltà determinato dalla marcia indietro della Pfizer sulle tempistica delle forniture” ha aggiunto l’assessora. “Ma, se come tutti speriamo, l’Ema darà il via libera al vaccino Astrazeneca entro fine mese, potremo dare una forte accelerazione alle vaccinazioni e, a quel punto, l’apporto degli Mmg sarà insostituibile, anche per il rapporto umano e la conoscenza diretta dei loro assistiti”.

“In questa fase stiamo procedendo all’erogazione delle seconde dosi,  poi toccherà agli ultraottantenni attraverso punti erogazione individuati dalle singole Ulss o a domicilio per i più fragil” ha detto ancora Lanzarin, ricordando gli step della campagna vaccinale regionale. “Quindi, con Astrazeneca in campo, sarà la volta delle coorti dal 1942 in avanti e il numero delle vaccinazioni quotidiane salirà vertiginosamente. Per questo i nostri Mmg saranno insostituibili, vera e propria linfa vitale, per centrare l’ambizioso obbiettivo di finire la campagna vaccinale entro l’estate”.

“Nell’accordo che stiamo stendendo, e che stipuleremo al più presto con gli Mmg” ha concluso la responsabile della sanità veneta “sarà prevista anche una parte economica, sulla falsariga di quella per l’erogazione del vaccino antiinfluenzale”.

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