Ritardo vaccini, Regioni in difficoltà, Governo attiva avvocatura Stato contro Pfizer

Ritardo vaccini, Regioni in difficoltà, Governo attiva avvocatura Stato contro Pfizer

Roma, 21 gennaio – Il Governo attiva l’avvocatura dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità nella decisione unilaterale della Pfizer di ridurre e ritardare la fornitura contrattualmente stabilita con l’Unione europea delle dosi di vaccino Cominarnaty e le possibili azioni da intraprendere a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini italiani.

Il mancato rispetto degli accordi sottoscritti con i Paesi della Ue da parte dell’azienda americana ha infatti avuto pesanti ripercussioni sulle campagne vaccinali già in pieno corso di svolgimento. Il mancato arrivo nei tempi concordati di quasi un terzo delle dosi di vaccino, mette infatti inevitabilmente in crisi  i programmi vaccinali avviati in questa prima fase. Anche l’Italia si è ovviamente trovata di fronte a problemi e difficoltà del tutto imprevisti, che la costringono a rivedere l’intera organizzazione della campagna vaccinale nelle prossime settimane. In particolare sono da rimodulare le consegne, affinché nessuna Regione resti senza dosi e si possa procedere con i richiami di vaccino.

Intanto sono arrivate in Italia le ultime dosi di vaccini del carico settimanale Pfizer, circa 330 mila. Il lotto è privo del 29% delle dosi previste da contratto. La prossima settimana, con il nuovo carico, è previsto sul lotto specifico un altro ammanco che sarà però inferiore al 29%. Secondo quanto riferisce una nota Ansa, sono 465.660 le dosi di vaccino che dovrebbero essere distribuite in Italia la prossima settimana e solo a febbraio, a quanto si apprende, saranno invece distribuite le dosi mancanti nel lotto previsto questa settimana. Durante la quale, scrive l’agenzia, sono state consegnate in tutto 397.800 dosi

Visualizza immagine di origineIl presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini (nella foto a sinistra) dà intanto conto degli esiti  della riunione tenutasi il 19 sera in video call con i ministri delle Regioni e della Salute,  Francesco Boccia e Roberto Speranza, e con il commissario straordinario Domenico Arcuri. “Abbiamo deciso il riequilibrio tra Regioni, perché Pfizer ha deciso unilateralmente a chi togliere di più e a chi meno”  riferisce Bonaccini. “Regioni come la nostra, la Lombardia e il Friuli sono state colpite in maniera più pesante. Ci sarà un riequilibrio”.
Dell’incontro ha riferito anche il commissario Arcuri, affermando di aver ricevuto “una unanime solidarietà da parte di tutti i presidenti delle Regioni e delle province autonome del nostro Paese. La tutela della salute dei cittadini italiani non è una questione negoziabile. La campagna vaccinale non può essere rallentata, tantomeno per le somministrazioni delle seconde dosi ai tanti italiani a cui è stata già somministrata la prima”. Il Commissario straordinario ha anche detto che le interlocuzioni con Pfizer non hanno fin qui sortito gli effetti auspicati. “L’azienda ci ha comunicato che anche nel corso della prossima settimana non solo non verranno consegnate in Italia le dosi che sono state unilateralmente e senza preavviso non consegnate in questa settimana, pari al 29%, ma ci sarà una pur lieve ulteriore riduzione delle consegne” ha rivelato Arcuri. “Di conseguenza si è discusso quali azioni intraprendere a tutela dei cittadini italiani e della loro salute in tutte le sedi, civili e penali, in cui ciò sarà possibile. Si è unanimemente deciso che tali azioni verranno intraprese a partire dai prossimi giorni in un quadro unitario”.
In ogni Regione, intanto, si cerca di porre rimedio come si può alle criticità generate dal taglio dei rifornimenti Pfizer: in Valle d’Aosta l’assessorato della Sanità e l’Asl regionali comunicano di aver sospeso, al momento, la programmazione della somministrazione di nuove prime dosi vaccinali alle categorie appartenenti alla prima fase.Visualizza immagine di origine
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, sottolinea “la necessità che il taglio del 29% alla fornitura sia orizzontale e si tagli questa percentuale in tutte le Regioni. Questo è un modo perequativo, mutualistico e un senso di responsabilità”.
L’assessore alla Sanità della regione Lazio, Alessio D’Amato (foto a destra), afferma da parte sua che “il tema ora non è litigare tra le Regioni, ma è necessario aggiornare la strategia vaccinale europea e garantire ai cittadini europei il necessario e tempestivo approvvigionamento dei vaccini e se Pfizer non è in grado o sta adottando altre strategie è opportuno aggiornare velocemente le strategie vaccinali Ue guardando anche ad altri vaccini, che ne hanno fatto richiesta, in grado di garantire gli standard di qualità e di sicurezza dell’Europa”.
Visualizza immagine di origineLuigi Icardi (a sinistra), coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e assessore alla Salute della Regione Piemonte, spiega che “verranno adottati, e c’è l’accordo completo tra Governo e Regioni, delle misure anche legali per gli inadempimenti contrattuali. E chiediamo all’Unione europea, che è sostanzialmente il contraente, di farsi parte dirigente a nome nostro, ma noi crediamo anche degli altri Paesi che hanno subito i tagli, con la ditta. Perché non si può procedere in questo modo”.
I presidenti Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Trentino), Christian Solinas (Sardegna), Nino Spirli (Calabria) e Luca Zaia (Veneto), tutti di centrodestra, non si limitano a denunciare il dimezzamento del numero dei vaccini anti Covid ricevuti  e a lamentare la carenza del personale necessario a somministrarlo, ma  sferrano un attacco al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendogli di assumersi la responsabilità di risolvere la questione.  “Le Regioni non sono responsabili dei contratti: oggi assistiamo a un indecoroso scaricabarile e intanto noi siamo senza vaccini” osservano i “governatori”. “Conte ha giocato irresponsabilmente alle classifiche spingendo e costringendo le Regioni a fare i tripli salti mortali per fare i vaccini. E oggi scopriamo persino che il personale sanitario che ci era stato promesso per oggi, arriverà forse, tra 10 giorni. Sono a rischio, ed è gravissimo, anche i richiami , senza i quali la vaccinazione non garantirà la protezione, rendendola inefficace”.
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