Farmacap verso la nomina del nuovo DG. I sindacati: “Procedure poco trasparenti”

Farmacap verso la nomina del nuovo DG. I sindacati: “Procedure poco trasparenti”

Roma, 25 gennaio – Anno nuovo, direzione generale nuova? Sembra ormai vicina allo sblocco la nomina dei vertici operativi di Farmacap, l’azienda speciale che gestisce le 45 farmacie comunali di Roma, commissariata da ben sette anni, in gestione straordinaria (e quindi priva di un consiglio di amministrazione nel pieno dei suoi poteri, accentrati nella figura del commissario straordinario, Marco Vinicio Susanna, nella foto) e la cui gestione operativa è attualmente affidata al direttore generale ad interim Emiliano Mancini.

Una deliberazione commissariale pubblicata lo scorso 4 gennaio sul sito aziendale ha infatti  definito la composizione della commissione esaminatrice per la selezione del nuovo direttore generale di Farmacap, dopo mesi e mesi di reiterate sollecitazioni da parte delle sigle sindacali dei lavoratori che, nel rispetto della dovuta trasparenza, chiedevano  informazioni in merito ai criteri di composizione e ai nominativi individuati tra i quali operare poi la scelta finale.

Gli stessi sindacati, peraltro, trovano inspiegabile (e ancora una volta poco trasparente) il fatto che alla deliberazione commissariale – che, per la cronaca, è rubricata con il n. 153/2020 – sia stata data pubblica evidenza soltanto lo scorso 4 gennaio, ovvero un mese e mezzo dopo la data (19 novembre 2020) in cui è stata firmata. Ma il ritardo e l’incomprensibile segretezza nella quale è stato avvolto l’atto non è l’unico elemento di dubbio delle sigle dei lavoratori, che trovano perlomeno discutibile la decisione di aver affidato la presidenza della commissione esaminatrice al DG ad interim Mancini, che è un dipendente di Farmacap e non un manager esterno, dandogli così in pratica la possibilità di recitare un ruolo chiave nelle selezione del proprio successore.

“Riteniamo che nell’ambito di una azienda pubblica di Roma Capitale, questa scelta, a prescindere da pareri pro veritate, risulti assolutamente inopportuna” scrivono in una nota i sindacati, molto critici anche sulla cortina di silenzio sulle modalità di svolgimento e gli esiti delle pre-selezioni tenutesi qualche giorno fa, il 19 e 20 gennaio.  “Non abbiamo nessuna informazione sui criteri che hanno determinato l’idoneità al colloquio finale, in eventuali pre-selezioni e con quali punteggi”  scrivono le Rsa Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Usi. “Conseguentemente attendiamo il nominativo del nuovo direttore generale (habemus DG?), dopo un’operazione che riteniamo poco trasparente”.

I sindacati evidenziano il disinteresse dell’amministrazione capitolina nella vicenda: “Sarebbe stato e sarebbe ancora opportuno, da parte del Consiglio Comunale interessarsi a questa vicenda” si legge infatti nella nota diramata dalle sigle sindacali “verificandone la regolarità, nell’interesse non solo di Farmacap, ma nell’interesse pubblico, soprattutto per l’evidente scarsa attenzione sull’intero iter da parte della Giunta”.

Una “tirata di giacca” che qualche effetto sembra averlo sortito: la Commissione di controllo, garanzia e trasparenza di Roma Capitale è stata infatti convocata in seduta alle 8.30 di domani, 26 gennaio, per discutere l’ordine del giorno Profili di conoscibilità e trasparenza in merito alla procedura di selezione adottata per la nomina del futuro DG di Farmacap. La seduta si terrà in videoconferenza ed è aperta: chiunque vorrà partecipare potrà inviare richiesta a segreteria.commissionetrasparenza@comune.roma.it, entro le ore 8.00 di martedì 26 gennaio.

I sindacati, in ogni caso, ricordano che in ballo non c’è soltanto la nomina del nuovo DG, ma quella più complessiva della precarietà gestionale di un’azienda commissariata ormai da sette anni: “Ribadiamo con preoccupazione, che affinché ci possa essere un effettivo rilancio dell’azienda pubblica è indispensabile un ritorno alla stabilità e alla trasparenza nella gestione” conclude al riguardo la nota Rsa “con la suddivisione delle competenze previste dallo statuto aziendale, senza scorciatoie, che non possono produrre niente di buono, né per i servizi alla cittadinanza, né per lavoratrici e lavoratori“.

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