Online e home delivery, Comifar a Federfarma: “E gli altri che fanno servizi analoghi?”

Online e home delivery, Comifar a Federfarma: “E gli altri che fanno servizi analoghi?”

Roma, 26 gennaio – L’iniziativa del network Valore Salute (più di 800 farmacie aderenti a una catena virtuale controllata da Spem, a sua volta nell’orbita di Comifar) che coniuga la possibilità per gli utenti di fare ordinativi online di farmaci e parafarmaci e di riceverli poi comodamente con un servizio di consegna a domicilio,  continua a far discutere la categoria, anche (se non soprattutto)  dopo il deciso intervento di Federfarma del 21 gennaio scorso.

In quella data, come già riferito ieri dal nostro giornale, il sindacato dei titolari ha infatti inviato all’Aifa e per conoscenza al Comando dei Nas una nota nella quale, oltre ad asserire che l’iniziativa in questione appare viziata da  “chiari profili di illegittimità”  e sostanzia di fatto una “distorsione della concorrenza”, ha chiesto un intervento volto a oscurare il sito valoresalute.it, colpevole appunto di pubblicizzare e offrire il nuovo servizio di home delivery, che di fatto – sostiene Federfarma – si risolve in un patente aggiramento delle norme vigenti, che consentono la vendita a distanza 

Bisognerà ovviamente attendere la risposta di Aifa e Nas per sapere se e fino a che punto la reazione di Federfarma porterà definitivamente chiarezza non solo sul caso Valore Salute, ma più in generale su una prassi – quella dell’home delivery, che inevitabilmente finisce per essere associato alla possibilità di ordinare online anche farmaci, senza e con ricetta –  i cui confini non sono evidentemente del tutto chiari nemmeno alla luce delle norme che regolano il servizio.

Per intanto, continua l’accesissimo derby tra chi vorrebbe sbarrare le porte a iniziative come quella di Comifar, ritenendo che esse snaturino il ruolo, la funzione e il servizio delle farmacie come presidi di salute del territorio, e dunque plaude convintamente alla mossa di “autotutela” di Federfarma, e chi invece, più laicamente, vorrebbe capire a questo punto cosa sia lecito fare e cosa invece non lo sia, domandandosi perché mai il sindacato delle farmacie private non abbia fin qui opposto analoghe azioni di contrasto a iniziative del tutto analoghe a quella avviata a partire dallo scorso 20 gennaio nelle farmacie Valore Salute.

Proprio su questo punto fa leva la replica di Comifar alle accuse rivoltegli dal sindacato:  il servizio di home delivery reso disponibile nelle farmacie della catena Valore Salute “è in linea con la prassi di settore e con le attività analoghe svolte da altre società“, scrive la società di distribuzione.  A significare che, se non va bene il servizio di Valore Salute, non possono andare bene  nemmeno quelli, del tutto simili, offerti solo per fare qualche esempio dalle farmacie Boots e Lloyds o da iniziative come la pubblicizzatissima Pharmap, che ha peraltro stretto accordi con diverse  articolazioni territoriali di Federfarma, e da altri soggetti ancora, comprese le società distributive di proprietà delle farmacie.

Comifar però contesta nel merito le “accuse” avanzate dal sindacato titolari nella sua lettera ad Aifa e Nas, evidenziando che non sono le singole farmacie del network a effettuare le vendite online e che il recapito a domicilio “è offerto all’utente della farmacia da una specifica società di logistica e spedizione appartenente al gruppo che si chiama Comifar Servizi srl”. In pratica, spiega la società, il cliente sceglie liberamente una sua farmacia di fiducia (che per ciascun prodotto acquistato emette un regolare scontrino fiscale) e delega Comifar Servizi a ritirare il prodotto in suo nome e per suo conto presso l’esercizio indicato.  In buona sostanza (questa la tesi di Comifar) non si configura nessuna vendita online, perché il contratto per il servizio di ritiro e consegna dei prodotti  “lega farmacista e consumatore finale e la consegna del prodotto avviene nei locali della farmacia”.

Allo stesso modo, Comifar rigetta l’accusa di voler aggirare la farmacia con il suo nuovo servizio: l’intervento del call center gestito direttamente da Comifar Servizi si limita infatti ai soli casi in cui la consegna non è andata a buon fine, ad esempio a causa dell’assenza dell’utente all’indirizzo segnalato. E ove si verificassero problemi sul prodotto acquistato, precisa ancora l’azienda di distribuzione, il cliente contatta la farmacia oppure scrive all’indirizzo assistenza.ordini@valoresalute.it, ovvero al network di farmacie, non al distributore.

A dirimere la questione (che, come si è visto, a questo punto non riguarda soltanto il servizio del network Valore Salute) saranno l’Aifa e il Comando dei Nas e già si sprecano le congetture su cosa potrà mai accadere se, trovando fondati i rilievi di Federfarma, l’agenzia regolatoria e i carabinieri del Nucleo Tutela della Salute dovessero accoglierli, inibendo il sito valoresalute.it. L’effetto domino sarebbe inevitabile e  l’iniziativa di Comifar trascinerebbe con sé nella caduta tutti i servizi analoghi oggi operanti nel canale farmacia. Per qualcuno, l’identità e il ruolo di presidi territoriali delle farmacie di comunità ne uscirebbero rafforzati.  Per altri, al contrario, si finirebbe per moltiplicare i rischi abbandonando un campo sul quale è vitale misurarsi, lasciandolo alla mercé dei soggetti (Amazon in testa) che non vedono l’ora di farne un solo boccone appena le circostanze lo consentiranno,

Insomma, il derby tra apocalittici e integrati con ogni probabilità continuerà, così come la grande confusione che sembra regnare sotto il cielo della farmacia. Con buona pace del Grande Timoniere Mao Ze Dong (e di Confucio, cui si deve la frase), la situazione appare però tutt’altro che eccellente. E – nessuno si offenda se diamo voce alla prima sensazione, forse superficiale, indotta anche dalla vicenda appena raccontata – l’impressione è che non si sappia esattamente come affrontarla e in quale direzione andare.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi