Vaccini Covid, Assoram: “Pretendiamo rispetto per la distribuzione primaria del farmaco”

Vaccini Covid, Assoram: “Pretendiamo rispetto per la distribuzione primaria del farmaco”

Roma, 8 febbraio – Assoram alza la voce: l’associazione nazionale che rappresenta la distribuzione primaria farma e salute, componente della pharma supply chain tradizionale (concessionari/operatori logistici/vettori/grossisti) censita nella banca dati della tracciabilità del farmaco, fortemente impegnata a garantire la piena operatività dei rifornimenti, fin dall’inizio dell’emergenza pandemica ancora in corso, protesta contro la decisione di “saltare” appunto (almeno fino a oggi) la supply chain tradizionale nel piano di distribuzione dei vaccini Covid per coinvolgere invece sistemi alternativi e soggetti nuovi. Su tutti, Poste Italiane – originariamente indicata quale partner per i soli aspetti di gestione della piattaforma prenotazioni e tracciabilità – che di fatto sta  gestendo, tramite SDA, il trasporto dei vaccini Moderna pro-bono e che secondo dichiarazioni riprese e rilanciate dalla stampa si candida ad essere punto di riferimento della logistica del vaccino in Italia.

In una nota diffusa sabato, Assoram sottolinea come gli imprenditori della catena tradizionale abbiano fin qui affrontato “la complessa sfida della gestione operativa emergenziale ponendo al primo posto l’esigenza di assicurare continuità al servizio di tutela della salute pubblica, pur affrontando e subendo un consistente aumento dei costi operativi; ciò senza mai mettere in discussione la sicurezza e la qualità perché quando si parla di farmaci i processi devono essere necessariamente Gdp compliant”, ovvero pienamente conformi alle buone pratiche di distribuzione dei medicinali.

Mentre l’Europa ha riconosciuto la strategicità della filiera della distribuzione primaria, l’Italia, secondo Assoram, sembra voler seguire un’altra strada: “Stiamo assistendo ad un’assoluta mancanza di condivisione pubblico-privato su temi che invece richiederebbero un serrato confronto con gli operatori e le rispettive rappresentanze” si legge nella nota dell’associazione, che evidenzia appunto come fin qui il piano di distribuzione privato abbia privilegiato altri soggetti.

“Assoram ribadisce con forza l’imprescindibile necessità di rispettare la filiera tipica: nel mondo del lavoro le risposte tempestive sono alla base di programmazioni e investimenti efficienti” afferma ancora l’associazione, lamentando la mancanza di risposte istituzionali “nonostante le ripetute richieste”. Quindi la domanda cruciale: gli affidamenti del servizio a operatori alternativi come le  Poste “sono forse un segnale di deregolamentazione e/o delegittimazione sottintesa della nostra filiera?”

Un interrogativo rispetto al quale Assoram esprime l’auspicio che il prossimo governo “della competenza” voglia fare chiarezza, con “un rapido cambio di rotta nel metodo e nella sostanza”.

Intanto, conclude Assoram, “noi continueremo a fare il nostro lavoro con la serietà di sempre e speriamo che il nostro monito possa essere sottoscritto dagli altri attori della filiera, con cui affrontiamo ogni giorno le battaglie sul campo”.

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