Gli esperti Oms in Cina: “L’origine del Sars CoV 2 è animale, non sappiamo quale”

Gli esperti Oms in Cina: “L’origine del Sars CoV 2 è animale, non sappiamo quale”

Roma, 10 febbraio – La comunità scientifica mondiale lo sosteneva da tempo: il virus Sars CoV 2 non è diventato un incubo su scala planetaria riuscendo a “fuggire” dal segretissimo Istituto di Virologia di Wuhan nel quale era custodito, secondo l’ipotesi molto cara al Donald Trump nel suo ultimo anno da presidente degli USA, ma ha avuto origine da una trasmissione zoonotica.

Lo suggeriscono i dati raccolti dagli esperti dell’Oms che – ammessi finalmente in Cina – stanno conducendo accurate indagine per capire qualcosa di più sull’origine del coronavirus e delle pandemia provocato. Gli accertamenti e gli studi fin qui condotti, però, non permettono ancora di identificare l’animale che ha ospitato per primo ceppo di Sars-Cov-2 poi passato all’uomo.

Secondo Peter Ben Embarek, esperto di sicurezza alimentare e malattie degli animali del team Oms (nella foto), non merita comunque di essere seguita con nuovi studi l’ipotesi di una fuga da laboratorio e già questo è un primo elemento di chiarezza sull’inizio di circolazione nell’uomo del Sars CoV 2, intorno al quale continua in ogni caso a permanere qualche mistero.  Il gruppo di scienziati Oms non ha raccolto indicazioni sulla diffusione del coronavirus nella popolazione cinese prima di dicembre 2019, nè peraltro ci sono prove sufficienti per determinare se il virus si sia diffuso a Wuhan prima di quella data. Potrebbe esserci stata, invece, una circolazione non dichiarata della Covid-19 in altre regioni della Cina prima che a Wuhan. Sulla base della revisione dei dati disponibili fino a oggi, ha spiegato Liang Wannian, responsabile del team di esperti Onu, si può pensare che la circolazione precoce di Sars-Cov-2 abbia preceduto di diverse settimane la rilevazione iniziale e ufficiale dei casi presso il cluster del mercato di Huanan, a dicembre 2019.

Il ruolo esatto del mercato, però, resta sconosciuto. Il virus “”si è diffuso tra le persone che si trovavano lì, ci vivevano o lavoravano, oppure erano in visita””. I dati raccolti confermano “”una diffusione tra le persone a Huanan nel mese di dicembre””; dunque era certamente “”un ambiente in cui il contagio è potuto avvenire facilmente””, ma che sia stato all’origine di tutto non è confermato. “”Era frequentato anche da persone impegnate altrove, in altri mercati”” cittadini, ha spiegato Peter Ben Embarek.

I numeri raccolti dall’Oms, snocciolati in una conferenza stampa di chiusura lavori, dicono che i test compiuti su campioni di animali – maiali, mucche, capre, polli e oche – in decine di province cinesi, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, sono risultati tutti negativi. E sono decine di migliaia. A questi si aggiungono gli almeno 50.000 campioni prelevati da almeno 30 specie diverse di animali selvatici del mercato di Wuhan. Anche in questo caso, nessuna positività. Pipistrelli e pangolini, secondo gli esperti Onu, restano però potenziali candidati alla trasmissione, sebbene i campioni di coronavirus trovati in quelle specie non siano identici al Sars-Cov-2. D’altra parte, ha precisato Liang, occorre tenere presente l’elevata suscettibilità di visoni e gatti al Sars-Cov-2: una circostanza che suggerisce come potrebbero esserci stati altri animali con funzione di incubatori del virus.

Le ricerche compiute finora sono insufficienti per esprimersi con certezza, ha insistito il team dell’Oms, che non a caso ha definito le indagini sull’origine della pandemia “un work in progress”. Gli esperti, che hanno detto di avere ricevuto piena collaborazione dalle autorità di Pechino, non scartano del tutto neppure l’ipotesi di una trasmissione attraverso una specie intermedia, né quella di un contagio all’uomo tramite prodotti alimentari congelati. “Sappiamo che il virus può sopravvivere nei cibi surgelati, ma al momento non sappiamo ancora se da questi cibi può trasmettersi all’uomo, a questo proposito servono maggiori ricerche” affermano gli esperti della delegazione Oms

Quello su cui sembrano concordare tutti i membri della squadra inviata in Cina dall’agenzia sanitaria dell’Onu è  la già ricordata difficile correlazione tra la diffusione del virus e l’Istituto di Virologia di Wuhan. La tesi trumpiana della fuga del virus da questo laboratorio, coe già anticipato,  è ritenuta “estremamente improbabile” per una serie di ragioni. Intanto, gli esperti dell’Oms hanno trovato il laboratorio in buone condizioni e nel pieno rispetto delle norme. In secondo luogo, gli incidenti di laboratorio sono considerati “eventi molto rari”, sebbene vi siano esempi di questo tipo “in tutto il mondo”. Ma in caso di “fuga”, questa dovrebbe interessare un virus esistente o già noto. E gli esperti dell’Oms hanno invece appurato che in nessuno dei laboratori di Wuhan era presente alcun virus di Sars-Cov-2. Ma soprattutto, ha sottolineato il team di esperti, questa tesi comporterebbe l’assunto che il virus sia stato progettato dagli esseri umani. “E questa ipotesi è già stata mentita dall’intera comunità scientifica di tutto il mondo”.

Non resta dunque che approfondire gli studi su tutte le altre ipotesi rimaste aperte. Persino quella che avanza dubbi sulla nazionalità cinese dei pipistrelli untori. Embarek e i suoi colleghi ritengono che i pipistrelli, eventualmente portatori del virus responsabile della pandemia, potrebbero essere annidati in altri Paesi fuori dalla Cina. In questo caso, “il percorso potrebbe essere stato molto complesso” e ricostruirlo sarebbe ancora più difficile. Di certo “il lavoro in Cina è terminato” e “ora bisognerà cercare risposte altrove”, ha concluso il team di esperti.

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