Federfarma Servizi a Draghi: “Distribuzione ormai al limite, urge nuova remunerazione”

Federfarma Servizi a Draghi: “Distribuzione ormai al limite, urge nuova remunerazione”

Roma, 23 febbraio – Riprendere al più presto  il confronto sulla nuova remunerazione del settore della distribuzione e dispensazione del farmaco, “ormai irrimandabile per dare respiro a farmacie e aziende della distribuzione intermedia, sempre più in sofferenza”.

Risultato immagine per antonello mirone federfarma serviziQuesta la principale richiesta che, insieme ai rituali auguri di buon lavoro e all’apprezzamento per la scelta di continuità compiuta confermando Roberto Speranza al ministero della Salute, il presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone (nella foto a sinistra) ha indirizzato al capo del governo Mario Draghi.

Proprio l’emergenza sanitaria ha reso quanto mai evidente la centralità della rete delle farmacie e della distribuzione intermedia nel garantire la continuità delle cure e nella tutela della salute dei cittadini” scrive in una nota Mirone. “Purtroppo, i farmaci dispensati dalle farmacie di comunità e rimborsati, per la loro importanza terapeutica, dal Servizio sanitario nazionale non sono più in grado di garantire sostenibilità al comparto, in quanto vengono distribuiti con una marginalità negativa. La problematica è al centro dell’attenzione della filiera e, insieme ad Adf, abbiamo avviato una riflessione con l’auspicio di arrivare a formulare una proposta comune da presentare alle istituzioni e da condividere anche con Federfarma”. 

Mirone sottolinea nell’occasione anche la necessità della valorizzazione del comparto distributivo. “Ci sono una serie di attività, quali per esempio le vaccinazioni, nelle quali chiediamo di poter essere coinvolti, anche sulla base dei risultati in termini di salute pubblica e risparmi per il Ssn che il binomio farmacie-distribuzione intermedia hanno più volte dimostrato di dare” afferma al riguardo “convinti che, insieme, costituiamo anelli fondamentali nel processo assistenziale e che, se valorizzati con il giusto ruolo, potremmo rappresentare un elemento di potenziamento della medicina territoriale, di cui, oggi soprattutto, si sente la necessità. Ci auguriamo che il nuovo governo saprà mettere a sistema l’apporto prezioso che può arrivare dalla filiera e conferirle il giusto riconoscimento”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi