Covid, Gimbe: “Vaccini e nuovi casi, urge cambio di marcia del Governo”

Covid, Gimbe: “Vaccini e nuovi casi, urge cambio di marcia del Governo”

 Roma, 26 febbraio  – “Per uscire dalla pandemia è necessario un netto cambio di passo del Governo Draghi”.
Visualizza immagine di origineLo afferma il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta (nella foto), nell’ultimo report indipendente che passa i rassegna i dati della situazione della diffusione di Covid nel Paese.  A giudizio di Cartabellotta, da un lato c’è una campagna vaccinale sempre più sotto scacco delle forniture (“la continua revisione al ribasso di quelle attese in soli 2 mesi ha quasi dimezzato le dosi previste per il primo trimestre 2021 che sono precipitate da 28,3 a 15,7 milioni”), dall’altro c’è un preoccupante incremento dei nuovi casi di contagio nella settimana 17-23 febbraio rispetto alla precedente (92.571 contro 84.272), con un aumento dei ricoveri in terapia intensiva (2.146 contro 2.074).
“Dopo quattro settimane di stabilità nel numero dei nuovi casi”  afferma ancora il presidente Gimbe “si rileva un’inversione di tendenza con un incremento che sfiora il 10%, segno della rapida diffusione di varianti più contagiose”.
Rispetto alla settimana precedente, infatti, in 11 Regioni aumentano i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, e in 10 Regioni sale l’incremento percentuale dei casi totali. Sul fronte ospedaliero, l’occupazione da parte di pazienti Covid supera in quattro Regioni la soglia del 40% in area medica e in otto Regioni quella del 30% delle terapie intensive, che, a livello nazionale, dopo cinque settimane di calo fanno registrare un’inversione di tendenza.
Per Cartabellotta, dunque, “occorre innanzitutto incrementare le forniture lavorando ad accordi vincolanti tra Europa e aziende produttrici ed eventuale produzione conto terzi in Italia, oltre ad accelerare le somministrazioni attraverso uno stretto monitoraggio regionale per identificare eventuali criticità. In secondo luogo, le Regioni devono applicare con massima tempestività e rigore le zone rosse locali per evitare lockdown più estesi e arginare gli effetti della terza ondata. Infine, Governo e Regioni devono concertare una programmazione di riaperture a medio-lungo periodo, condividendo con la popolazione obiettivi realistici per un graduale ritorno alla normalità, evitando di fissare scadenze illusorie, perché l’agenda del Paese è ancora dettata dal virus”.
Print Friendly, PDF & Email
Condividi