Farmacap, a marzo niente stipendi, le Rsa: ‘Ricatto per trasformare l’azienda e venderla’

Farmacap, a marzo niente stipendi, le Rsa: ‘Ricatto per trasformare l’azienda e venderla’

Roma, 26 febbraio – Per banale che sia, si tratta dell’ennesima cronaca di una fine annunciata: a marzo Farmacap non avrà i soldi nemmeno per pagare gli stipendi. A comunicarlo ieri alle rappresentanze sindacali aziendali, alla presenza del presidente del collegio dei revisori dei conti dell’azienda capitolina, sono stati il commissario  straordinario Marco Vinicio Susanna (nella foto) e il direttore generale ad interim Emiliano Mancini, spiegando che la crisi di liquidità (che ovviamente impedirà anche il pagamento delle forniture) trova origine nella riduzione del fido bancario, due milioni in meno, a sua volta collegata a un calo rilevante del fatturato aziendale.

Gli stessi Susanna e Mancini hanno lamentato davanti ai rappresentanti sindacali l’assenza di un intervento della Giunta capitolina sulla crisi finanziaria dell’azienda: secondo le loro stime. servirebbero 12 milioni di euro e l’approvazione del bilanci 2013-2019, senza la quale, secondo quanto dichiarato dal presidente dei revisori Giampaolo Cocconi non resterebbe che la liquidazione amministrativa coatta.

Di fronte al precipitare della situazione, le Rsa aziendali hanno chiesto risposte d’emergenza, a partire dalle dimissioni del Dg ad interim e l’immediata nomina di un nuovo direttore generale cui affidare la gestione operativa dell’azienda durante la crisi. Allo stesso modo, viene richiesta la nomina di un Consiglio di amministrazione con pienezza di poteri, dando finalmente esecuzione alla mozione a voto unanime dell’Assemblea capitolina del maggio del 2019, rimasta inattuata.Visualizza immagine di origine

Ancora, i sindacati chiedono la convocazione urgente della Commissione Bilancio, alla presenza degli assessori Gianni Lemmetti (Bilancio, nella foto) e Veronica Mammì (Persona, Scuola e Comunità solidale), insieme alla convocazione urgente di un Consiglio capitolino straordinario su Farmacap,  richiesta peraltro già avanzata dai gruppi consiliari di opposizione.

I rappresentanti dei lavoratori Farmacap, però, di fronte a una situazione precipitata senza che (nonostante i reiterati allarmi) vi fosse un qualche intervento per impedirlo sia a livello gestionale sia a livello politico, non fanno mistero dei loro sospetti e delle loro paure: “Riteniamo che l’apertura della crisi finanziaria e il ‘ricatto’ del pagamento degli stipendi alle lavoratrici ed ai lavoratori, sia l’incidente perfetto per poter giustificare la trasformazione societaria dell’azienda speciale, pena la liquidazione coatta” scrivono in un comunicato stampa,  ipotizzando che si proprio questo l’esito  “a cui lavorano in tanti e da molti anni, con numerosi avvoltoi pronti a planare per dividersene le spoglie. Nulla è casuale”.

Le Rsa attestano subito la loro linea del Piave sulla difesa degli stipendi dei dipendenti (“Non si toccano!”) e sulla salvaguardia della natura di azienda speciale di Farmacap, nella interezza delle sue funzioni e dei suoi servizi. “Chi ne ha responsabilità gestionali si dimetta, chi ne ha la responsabilità politica trovi le soluzioni finanziarie, a tutela di un patrimonio pubblico e soprattutto verifichi, carte alla mano, cosa è avvenuto in azienda negli ultimi anni” chiude il comunicato sindacale. “La sindaca Raggi ha ancora la possibilità di tener fede a quanto promesso nella ormai lontana campagna elettorale del 2016, di voler mantenere l’Azienda speciale Farmacap, pubblica, come tale”.

Intanto, le Rsa danno il via alla mobilitazione di lavoratrici e lavoratori: “Prepariamoci a  difendere con le unghie e con i denti i nostri stipendi e il nostro futuro lavorativo” scrivono le Rsa Usi, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Uil, preannunciando che quanto prima verranno diffuse  le informazioni su data e modalità sulla prima mobilitazione.

 

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