Farmacap, servono 12 milioni per ricapitalizzare o i libri andranno in tribunale

Farmacap, servono 12 milioni per ricapitalizzare o i libri andranno in tribunale

Roma, 1 marzo – Dodici milioni di euro: questa la cifra che serve a Farmacap per non essere costretta a portare i libri in Tribunale con lo spetto della liquidazione. Dodici milioni che il Comune di Roma dovrebbe conferire con una ricapitalizzazione rispetto alla quale, da quanto i sindacati dei dipendenti hanno compreso dall’incontro con il commissario straordinario Marco Vinicio Susanna, il direttore generale ad interim Emiliano Mancini e i revisori dei conti (RIFday ne ha riferito venerdì scorso), il Comune tace, quasi la questione non lo riguardasse.

Sembrano lontane anni luce le promesse della sindaca Virginia Raggi, quando – da candidata al Campidoglio – si impegnava solennemente a rilanciare l’Azienda speciale delle 45 farmacie capitoline garantendo che mai sarebbe stata posta in discussione la sua natura pubblica. Parole alle quali, nei cinque anni di amministrazione pentastellata della Capitale, non sono seguite decisioni e azioni coerenti e conseguenti. Risultato: l’Azienda ha continuato a operare in un quadro di precarietà gestionale, con un commissario straordinario in luogo di un consiglio di amministrazione con pienezza di poteri e un direttore generale ad interim. Ma, ancora peggio, nessuno si è preoccupato di dissolvere, almeno in parte, la coltre di opacità che ormai da anni è scesa sul destino delle farmacie comunali romane e di chi vi lavora.

Il risultato è che il Comune non ha ancora approvato i bilanci dal 2013 al 2019, consegnati dal commissario straordinario a novembre dello scorso anno, mentre “ballano” qualcosa come 10 milioni di euro di debiti precedenti il commissariamento, ai quali bisogna aggiungerne altri quattro circa per pagamenti di forniture non saldate. Gli effetti della pandemia hanno fatto il resto, diventando la classica goccia che fa traboccare il vaso: il mercato dei farmaci negli ultimi mesi ha subito un crollo verticale, complici le misure di prevenzione adottate per arginare Covid, che hanno praticamente fatto scomparire l’influenza e le malattie stagionali, facendo crollare i fatturati. Circostanza che non è ovviamente sfuggita agli istituti di credito (business is business, anche e soprattutto per le banche) che a fronte di questi chiari di luna hanno ridotto i soldi messi a disposizione dell’azienda, abbassando il fido concesso a Farmacap dagli iniziali 12,5 milioni a 10 circa. E sono proprio questi due milioni e mezzo in meno di liquidità venuti improvvisamente (?) a mancare la causa della notizia comunicata da Susanna alle rappresentanza sindacali giovedì scorso del mancato pagamento degli stipendi di marzo.

I sindacati, come già riferito,  hanno già annunciato lo stato di mobilitazione, preannunciando una lotta dura a difesa dell’azienda e dei posti di lavoro. Nessuna anticipazione su quelle che saranno le iniziative di protesta (ove si eccettuino la richiesta di convocazione urgente della Commissione Bilancio e quella di un Consiglio capitolino straordinario su Farmacap,  quest’ultima già sollecitata dai gruppi consiliari di opposizione) è stata ancora resa nota, anche se è ragionevole attendersi che avverrà presto. Il nostro giornale ne darà immediatamente conto.

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