Novartis: “Disponibili a produrre vaccino Covid in nostro stabilimento di Torre Annunziata”

Novartis: “Disponibili a produrre vaccino Covid in nostro stabilimento di Torre Annunziata”

Roma, 1 marzo – Il colosso farmaceutico svizzero Novartis Farma si rende disponibile a mettere a disposizione del governo italiano il suo stabilimento di Torre Annunziata per produrre i vRisultato immagine per pasquale fregaaccini anti-Covid.

Lo ha comunicato in un’intervista pubblicata sabato scorso dal quotidiano  la Repubbblica il country president di Novartis in Italia Pasquale Frega (nella foto), affermando che in questo modo l’azienda potrebbe supportare gli sforzi per produrre vaccini in Italia.

“Entro i prossimi 4 anni abbiamo programmato di investire nel sito oltre 20 milioni di euro per aumentare la sua capacità produttiva” ha detto Frega. “Nel caso fossimo scelti dal governo, gli investimenti saranno aumentati”.

“Produrre vaccini in Italia? Assolutamente sì, siamo il primo produttore europeo di farmaci e li esportiamo in tutto il mondo realizzando un giro di affari di 35 miliardi di euro” ha dichiarato ancora il dirigente Novartis. “Abbiamo una ottima base di partenza per produrre vaccini anche in Italia. Si tratterebbe di un’operazione intelligente per preparare il nostro Paese all’eventualità in cui i vaccini dovranno essere utilizzati e distribuiti in modo autonomo ogni anno per un certo numero di anni a tutti i cittadini o a una parte di loro”.

“Se ci fossero le condizioni di uno sforzo comune e di una partnership pubblico-privato, dal 2022 l’Italia potrebbe trovarsi in una condizione favorevole. Con Pfizer l’accordo si è concretizzato perché esiste nello stabilimento una capacità di produzione di decine di milioni di dosi che saranno distribuite anche in Italia” ha quindi concluso Frega. “L’inizio della produzione è previsto nel secondo trimestre 2021, la spedizione del prodotto finito per la distribuzione ai clienti dei sistemi sanitari di tutto il mondo avverrà nel terzo trimestre. Questo accordo non è il primo e non sarà l’ultimo per accelerare la produzione di vaccini in tutto il mondo”.

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