Festival di Sanremo, Max Gazzè porta sul palco il farmacista…

Festival di Sanremo, Max Gazzè porta sul palco il farmacista…

Roma, 3 marzo – Dal Renato Carosone  di Pigliate ‘na pastiglia (correva l’anno 1958) a Il farmacista, canzone di Max Gazzé (nella foto in un momento della sua performance), presentata ieri sul palco del Teatro Ariston di Sanremo. A più di 60 anni di distanza, la figura professionale del farmacista –  prossima e familiare, e dunque inevitabilmente pop – torna protagonista di una canzone.

La curiosità non è priva di suggestioni: Carosone, con lo spirito leggero di quelle che all’epoca erano chiamate “canzonette”, chiedeva in giro nelle sue notti insonni una cura per il suo mal d’amore, sentendosi rispondere che il rimedio era appunto quello di prendersi una pastiglia: Pigliate ‘na pastiglia, siente a mme ! Pe me fa addurmi’,  pe me fa scurda’ il mio dolce amor.
Pigliate ‘na pastiglia, pigliate ‘na pastiglia, siente a mme ! Pe me fa senti’ come un gran pascia’ e mi inebria il cuor ! Dint’ ‘e vetrine ‘e tutte ‘e farmaciste la vecchia camomilla ha dato il posto
Alle palline e glicerofosfato bromotelevisionato grammi zero zero tre. Ah ! Pigliate ‘na pastiglia, siente a mme!

Sessant’anni dopo (e il confronto tra le due canzoni è sufficiente a dire come e quanto siano cambiati  i tempi e il loro spirito) Gazzè – assecondando la sua natura istrionica, sempre giocata fuori dalle righe – propone una ballata dalle sonorità rock dove il farmacista, in realtà, è utilizzato come una sorta di paradigma ironico, per rappresentare chi crede sempre di avere ragione e dispensa di continuo consigli: Io ho la soluzione, si – può – fa-re! Per un tormento che attanaglia, punto debole o magagna e qualsivoglia imperfezione! Per tutto invento, stai tranquilla, una bio-chimica pozione!

Passando con disinvoltura dal norgestrel in fiale ai più antichi e tradizionali zafferano, lavanda e passiflora, fino al guaranà,  ai fiori di Bach e al trifoglio rosso, il farmacista cantato da Gazzè è sempre in grado di offrire un rimedio risolutivo, salvo scoprire – quasi sul finire della ballad – l’esistenza di un problema: Aspetta cara, c’è un problema: questa camicia m’incatena un po’… Me l’hanno stretta a forza sulla schiena… Non chiedermi perché, io che ne so? Il fornitore di soluzioni, il rassicuratore convinto di avere un rimedio  per ogni male, insomma, sembra non essere in grado di capire e guarire il suo male, evidentemente non troppo banale, se è tale da richiedere una camicia di forza.
Gazzè, com’è nella sua cifra stilistica, declina la canzone ricorrendo a piene mani alla chiave ironica. Ma, a pensarci, in qualche modo la “camicia di forza” del suo farmacista può metaforicamente rappresentare le costrizioni  che sono costretti a sopportare i farmacisti in farmacia, imprigionati dentro problemi  (solo per fare qualche esempio: norme stringenti e carichi burocratici pesantissimi e non sempre giustificati, problemi di sostenibilità economica, indisponibilità di farmaci o, per i farmacisti dipendenti, stipendi non adeguati di fronte a carichi di lavoro e responsabilità crescenti) che il più delle volte non dipendono da loro e dai quali non riescono a liberarsi.

È solo una suggestione tra le tante possibili, ovviamente, perché, come sempre, una canzone è una canzone e come tale evoca in ciascuno significati, pensieri e sentimenti del tutto diversi e personali. La ballata di Gazzè non farà ovviamente eccezione e – c’è  da scommetterci – ci saranno farmacisti che la ameranno e almeno altrettanti che invece la detesteranno, con in mezzo l’infinita gamma di reazioni legate ai gusti e alle sensibilità personali.

L’unico dato incontrovertibile che resta è che, grazie a Gazzè, sul palco di Sanremo è salito in qualche modo anche il farmacista. E lo ha fatto proprio nell’edizione del festival dell’anno di grazia 2021, svoltasi ancora nel pieno dell’emergenza Covid. Anche questa, in fondo, potrebbe essere la scaturigine di più di una suggestione…

Qui di seguito, il testo della canzone di Gazzè:

Il farmacista

(Si – può  – fa-re!)
Polvere d’amore,
Té verde due bustine
E non mi dici
Più che non ti va…
Dimetisterone,
Poi Norgestrel in fiale
Per chiuderci
Una notte
In camera!
Son tutte
Soluzioni al naturale…
Amore
Mio,
Vedrai che male
Non ti fa…
Te le ho create io,
Ma in nome
Della scienza
Per quella tua tendenza
Alla rigidità!
Trifluoperazina,
Stramonio e Pindololo…
Un pizzico
Di Secobarbital:
Somministra
Prima
Di un logorroico
Assolo
E via anche questa
Smania di parlar!
Non c’è neppure
Controindicazione…
Amore
Mio,
Ti dirò come
Si starà
Senza
Il pesante
Tuo brusio
Da conferenza
Che mi rompe
L’anima!
Io ho la soluzione
(Si – può – fa-re!)
Per un tormento
Che attanaglia,
Punto
Debole o magagna
E qualsivoglia
Imperfezione!
Per tutto
Invento,
Stai tranquilla,
Una bio-chimica pozione!
(Ma che cos’è?)
È quel miracolo
Che non ho visto
Mai
In nessun’altra
Se non te dopo
La cura,
E stai sicura
Che stavolta
È quella buona
E presto
Mi ringrazierai!
Noci,
Zafferano,
Lavanda e passiflora…
Poi ci
Mettiamo
Anche del guaranà:
Travasare piano
L’essenza su verdura…
Contro lo shopping
È una favola!
E per i troppi
Tuoi salti
D’umore,
Fiore
Di Bach
E aggiungo
Vitamina E…
Ma addizionando
Del trifoglio rosso
Posso
Cancellarti
Anche lo stress!
Io ho la soluzione
(Si – può –  fa-re!)
Per la pettegola
Che origlia…
Vanità,
Coda di paglia
O qualsivoglia
Imperfezione!
Per tutto
Invento,
Stai tranquilla,
Una bio-chimica pozione!
(Ma che cos’è?)
È quel miracolo
Che non ho visto
Mai
In nessun’altra
Se non te dopo
La cura,
E stai sicura
Che stavolta
È quella buona
E presto
Mi ringrazierai!
Ma adesso
Aspetta
Cara, c’è
Un problema:
Questa camicia m’incatena
Un po’…
Me l’hanno stretta
A forza sulla schiena…
Non chiedermi perché,
Io che ne so!
(Si – può – fa-re!)
(Ma che cos’è?)
È quel miracolo
Che non ho visto
Mai
In nessun’altra
Se non te dopo
La cura,
E stai sicura
Che stavolta
È quella buona
E presto
Mi ringrazierai!
Io ho la soluzione
(Si può fare!)
Per un tormento
Che attanaglia,
Punto
Debole o magagna
E qualsivoglia
Imperfezione!
Per tutto
Invento,
Stai tranquilla,
Una bio-chimica pozione!
(Ma che cos’è?)
È quel miracolo
Che non ho visto
Mai
In nessun’altra
Se non te dopo
La cura,
E stai sicura
Che stavolta
È quella buona
E presto
Mi ringrazierai!

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