Farmacap, dipendenti in piazza il 10 marzo per difendere stipendi, azienda e futuro

Farmacap, dipendenti in piazza il 10 marzo per difendere stipendi, azienda e futuro

Roma, 5 marzo – Lo scenario da tregenda illustrato  dal commissario straordinario Marco Vinicio Susanna, dal direttore ad interim Emiliano Mancini e presidente dei revisori dei conti Giampaolo Cocconi alle rappresentanze sindacali aziendali lo scorso 25 febbraio scorso (in sintesi estrema: non  ci sono nemmeno i soldi per gli stipendi di marzo, per cui o si ricapitalizza Farmacap con 12 milioni e si approvano i bilanci dal 2013 al 2019, o non si può fare altro che portare i libri in tribunale e procedere alla liquidazione coatta dell’azienda) e l’immediata mobilitazione delle sigle dei lavoratori che ne è seguita almeno hanno finalmente prodotto una reazione ai piani alti del Campidoglio: dopo mesi di totale, colpevole inerzia,  è stato infatti convocatoper il giorno 10 marzo un consiglio comunale straordinario (che gli stessi sindacati chiedevano con insistenza ormai da tempo) per discutere della gravissima crisi finanziaria dell’azienda che gestisce le 45 farmacie comunali della Capitale.

Difficile, a questo punto, attendersi qualcosa da questa tardiva convocazione dell’organo consiliare: la sensazione dei sindacati dei lavoratori – messa nero su bianco in più di un comunicato stampa  – è che la mossa serva solo a stracciarsi pubblicamente le vesti di fronte alla grama situazione di Farmacap e al destino che la attende:  per le sigle dei lavoratori, c’è una regia nascosta che tesse il filo rosso che lega anni di difficoltà colpevolmente e deliberatamente sottovalutate, di investimenti mancati, di guida approssimativa dell’azienda,  sfociata in un commissariamento che di straordinario ha avuto solo la durata e che ha prodotto gestioni a dir poco deboli, concentrate sulla mera amministrazione ordinaria e ormai da molti anni affidate a soggetti con incarichi interinali, nominati con scelte operate seguendo prassi a dir poco opache. Quel filo rosso – questa  la tesi del sindacato – sta per arrivare al suo punto di ancoraggio finale: la “svendita” dell’azienda speciale, previa la trasformazione della sua natura societaria di azienda speciale. La richiesta di 12 milioni di rifinanziamento e la stessa minaccia di non pagare gli stipendi sono, a giudizio delle Rsa, nient’altro che “l’incidente perfetto per poter giustificare la trasformazione societaria dell’azienda speciale, pena la liquidazione coatta. Un esito a cui lavorano in tanti e da molti anni, con numerosi avvoltoi pronti a planare per dividersene le spoglie. Nulla è casuale”.

Di fronte al disastro incipiente, i sindacati pretendono che si trovino soluzioni e si assumano misure urgenti. La prima tra tutte sono le “doverose dimissioni” dall’attuale incarico del direttore generale ad interim e l’immediata nomina di un nuovo Dg, a compimento del bando di selezione avviato lo scorso settembre, al quale affidare la gestione drammatica situazione di crisi dell’azienda, che certamente non può essere affrontata lasciando il timone in mano alla dirigenza corresponsabile dello sfascio. Subito dopo, dovrà seguire “la nomina di un Consiglio di amministrazione, secondo quanto predisposto dalla mozione a voto unanime dell’Assemblea capitolina, nel maggio del 2019”

Un’altra richiesta è quella della convocazione urgente della Commissione capitolina Bilancio, alla presenza degli assessori Gianni Lemmetti (Bilancio) e Veronica Mammì (Persona, Scuola e Comunità solidale). Al riguardo, dal Campidoglio non sembrano essere arrivati segnali: l’unico dato certo è la convocazione del Consiglio capitolino straordinario, il 10 marzo, di cui si è già detto. Quel che invece non è stato ancora riferito è che nella stessa giornata i sindacati hanno organizzato la loro prima manifestazione pubblica di protesta, che avrà luogo in piazza del Campidoglio dalle ore 14.30 alle ore 19.30, in concomitanza con il Consiglio straordinario dedicato a Farmacap.

“Gli stipendi delle lavoratrici e dei lavoratori non si toccano. Prepariamoci a difendere con le unghie e con i denti  i nostri stipendi e il nostro futuro lavorativo”  scrivono le Rsa di Farmacap. “L’Azienda va salvaguardata come Azienda speciale, nella interezza delle sue funzioni e dei suoi servizi. Chi ne ha responsabilità gestionali si dimetta, chi ne ha la responsabilità politica trovi le soluzioni finanziarie, a tutela di un patrimonio pubblico e soprattutto verifichi, carte alla mano, cosa è avvenuto in Azienda negli ultimi anni. La Sindaca Raggi ha ancora la possibilità di tener fede a quanto promesso nella ormai lontana campagna elettorale del 2016, di voler mantenere l’Azienda Speciale Farmacap, pubblica, come tale.” 

Quindi l’invito finale, quasi un appello, rivolto a tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda di partecipare alla manifestazione sindacale. Al riguardo,  i sindacati ricordano che tutti coloro che parteciperanno in Piazza del Campidoglio alla protesta potranno usufruire di permesso retribuito per assemblea sindacale, dalle ore 14.30  alle 19.30. “In quella fascia oraria” sottolinea ancora la nota delle Rsa “tutte le farmacie e gli sportelli sociali potranno essere chiusi, a eccezione delle farmacie di turno da calendario nella giornata del 10 marzo”.

 

 

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