Santagada: “Anche i farmacisti vanno coinvolti nella campagna vaccinale”

Santagada: “Anche i farmacisti vanno coinvolti nella campagna vaccinale”

Roma, 5 marzo – “Dopo il protocollo d’intesa siglato con i medici di famiglia, ci aspettiamo che la Regione Campania, con l’arrivo dei nuovi vaccini meno ‘problematici’, possa  firmare un accordo anche con i farmacisti per il loro coinvolgimento nella campagna vaccinale anti-Covid”.

Visualizza immagine di origineA dichiararlo è il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Napoli, Enzo Santagada (nella foto), in un’intervista resa ieri a un quotidiano locale.

Santagada precisa che l'”arruolamento” dei farmacisti è legittimato dalla Legge di bilancio n. 178 del 30 dicembre 2020,  che consente, in via sperimentale per il 2021, la somministrazione del vaccino anche nelle farmacie sotto la supervisione di medici, e l’assistenza di infermieri e personale delle Asl, e a fronte di specifici accordi con le farmacie e gli Ordini professionali che definiscano le modalità operative e i protocolli. Inoltre, una recente nota dell’Istituto superiore di sanità ha chiarito che il programma formativo per l’addestramento all’inoculazione in sicurezza, erogato dall’Istituto dal 23 dicembre, è rivolto anche alla professione del farmacista.

“Fino a poco tempo fa la vaccinazione in farmacia non era praticabile perché erano disponibili solo i vaccini di Pfizer e di Moderna, le cui dosi richiedono per la conservazione temperature molto basse” spiega Santagada. “Con il vaccino AstraZeneca, che risponde a una catena del freddo molto meno drastica, la farmacia potrà finalmente essere coinvolta nella campagna vaccinale, visto che  l’obiettivo è vaccinare il maggior numero di persone nel minor tempo possibile. Per fare questo bisogna avere a disposizione una certa quantità di vaccini ma anche più luoghi di somministrazione. Qualche settimana fa è stato siglato l’accordo tra Regione Campania e medici di medicina generale per il loro coinvolgimento nella campagna vaccinale, ci aspettiamo ora che vengano coinvolte anche le farmacie in virtù della loro capillarità sul territorio e facilità di accesso”.

Uno degli aspetti da chiarire è quello dell’inoculazione del vaccino: chi la potrà fare, in farmacia?  “Questo non è stato ancora chiarito, va disciplinato nel protocollo di intesa con la Regione” chiarisce Santagada, che ritiene comunque che anche il farmacista possa somministrare il vaccino, sia pure, come recita la legge, sotto la supervisione del medico.

“Il medico potrebbe rimanere a disposizione ma anche non essere presente” sostiene il presidente dell’Ordine di Napoli. “In fondo il coinvolgimento delle farmacie serve ad alleggerire il carico di lavoro dei medici, se questi sono obbligati a stare nelle farmacie, il nostro coinvolgimento non avrebbe senso. In Inghilterra, già da tempo, le farmacie sono coinvolte nella campagna vaccinale. Per il governo britannico i cittadini devono poter contare su una rete capillare di siti vaccinali nell’arco di pochi centinaia di metri o chilometri”.

Santagada ricorda anche che l’Istituto superiore di sanità ha reso disponibile un corso di formazione a distanza per la somministrazione in sicurezza dei vaccini, al quale posso accedere alcuni operatori sanitari, tra cui i farmacisti. Una decisione che il presidente partenopeo interpreta come una sorta di autorizzazione anche a questi professionisti, debitamente formati,  a somministrare in sicurezza il vaccino anti-Covid. “Chi fornisce la chiavi di accesso alla piattaforma dedicata dell’Iss, però, sono sono i responsabili regionali, preposti all’organizzazione delle risorse per l’applicazione del piano vaccinale sul territorio, o le direzioni generali e/o sanitarie delle Asl” aggiunge Santagada. “Per questo motivo in data 9 febbraio ho inviato una richiesta scritta all’Unità di Crisi della Regione Campania, per far sì che farmacisti iscritti all’ordine di Napoli possano accedere anche loro alla piattaforma informatica EduIss”.

Una lettera alla quale la Regione Campania ha risposto il 25 febbraio inviando al presidente dell’Ordine napoletano una nota dell’Iss che richiede, “al fine di una corretta valutazione dei farmacisti da abilitare alla fruizione del corso Fad, (…) l’eventuale numero massimo e i criteri di scelta da utilizzare nell’individuazione dei professionisti da abilitare”.

“Noi siamo pronti e disponibili, ma non so dire con precisione quando riusciremo a partire con le vaccinazioni in farmacia” afferma Santagada, che ritiene però che – per definire rapidamente e cono efficacia i profili logistici e organizzativi della questione, si possa far tesoro delle positiva esperienza fatta con il protocollo d’intesa  tra Regione Campania e farmacie per  i tamponi antigenici rapidi. “In quel caso venne stabilito che i test potevano essere fatti da un professionista autorizzato -infermiere o un biologo o un medico –  o all’interno della farmacia, rispettando certi requisiti, o in un gazebo allestito all’esterno dell’esercizio o in locali diversi della farmacia, purché in luoghi situati all’interno della pianta organica della determinata farmacia” ricorda Santagada. “Si potrebbe lavorare su questo protocollo già esistente per adattarlo alla nuova esigenza di effettuare il vaccino anche nelle farmacie”.

Infine, riferendosi all’obiezione relativa all’eventuale insorgenza di  reazioni avverse dopo la somministrazione del vaccino da parte del farmacista, laddove ciò venisse consentito, il presidente dell’Ordine di Napoli si limita ad affermare che “il farmacista formato o l’operatore sanitario di un laboratorio di analisi, oltre ad avere conoscenze sulla modalità di inoculazione del vaccino, deve essere formato anche sulle conoscenze di base per il soccorso nel caso in cui si verifichino reazioni avverse”.

 

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