Nas, ancora sequestri di mascherine irregolari, a Catania requisito olio di CBD non conforme

Nas, ancora sequestri di mascherine irregolari, a Catania requisito olio di CBD non conforme

Roma, 9 marzo – La madre dei “furbetti delle mascherine”, un po’ come quella dei cretini, deve essere sempre incinta, almeno a giudicare dalla frequenza con la quale i carabinieri dei Nas, nei loro incessanti controlli sull’importazione e la commercializzazione di mascherine di protezione anti-Covid 19, intercettano comportamenti e prodotti al di fuori delle norme.

Il Nas di Roma ha accertato, presso un’attività di commercio di apparecchiature per l’informatica (!), la distribuzione di mascherine di protezione sebbene priva della documentazione idonea alla loro commercializzazione, quali la valutazione e la prevenzione dei rischi derivanti dall’uso dei dispositivi di protezione, la marchiatura CE e le indicazioni in lingua italiana. Nel contesto, i militari del Nucleo hanno proceduto al sequestro, e quindi sottratto al commercio, 2680 mascherine per un valore di 3500 euro. Contestata inoltre al responsabile la sanzione amministrativa di euro 2000.

I carabinieri del Nas di Trento hanno invece scoperto la irregolare immissione in commercio di una mascherina protettiva anti-Covid, etichettata come dispositivo medico e registrata come tale sul sito del ministero della Salute, fabbricata nel Regno Unito e importata dalla sede milanese della medesima società. Gli accertamenti dei militari hanno evidenziato che il prodotto aveva ricevuto una conformità sulla scorta di una certificazione rilasciata da un laboratorio di analisi di Bolzano, risultato privo delle autorizzazioni per l’esercizio dell’attività, e sottoscritta da un soggetto privo di titoli abilitativi poiché non in possesso di laurea. I responsabili sono stati deferiti all’autorità giudiziaria.

Di ben altro tenore l’azione dei carabinieri del Nas di Catania, che hanno scoperto, all’interno di un laboratorio industriale, un grosso quantitativo di olio di cannabidiolo (Cbd) appena prodotto, non conforme alla normativa vigente poiché privo di etichettatura ed in concentrazioni così elevate tale da essere pericoloso per la salute pubblica. I militari hanno provveduto a sequestrare l’intera produzione costituita da n. 114 flaconi e di gr. 730 di cristalli puri utilizzabili per l’approntamento di migliaia di confezioni da immettere sul mercato. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 15mila euro. Il titolare del laboratorio, un 49enne nativo della Provincia di Varese, è stato deferito all’autorità giudiziaria, ai sensi del Codice del consumo.

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