Survey Euronews, europei scontenti della gestione della pandemia da parte della Ue

Survey Euronews, europei scontenti della gestione della pandemia da parte della Ue

Roma, 12 marzo – Crisi sanitaria, collasso economico e restrizioni estreme alla vita quotidiana: queste le tre drammatiche sfide, davvero senza precedenti,  che i governi di tutto il mondo hanno dovuto affrontare contemporaneamente a causa di Covid 19. Sono riusciti a farlo con efficacia? E i cittadini cosa pensano del loro operato? A queste domande ha provato a rispondere Euronews, in collaborazione con i sondaggisti di Redfield e Wilton Strategies, ha chiesto il parere dei cittadini di quattro Paesi europei, Germania, Francia, Italia e Regno Unito.

Dalla survey scaturiscono risultati che inducono a più di una riflessione, soprattutto in relazione al ruolo dell’Unione europea nella gestione della pandemia. Ma anciamo con ordine; per quanto riguarda l’operato dei governi nazionali, solo nel Regno Unito la maggioranza del campione di cittadini intervistati (56%) pensa che il proprio governo stia prendendo le giuste misure. Le opinioni sono più equamente divise in Italia: il 41% ha risposto come gli inglesi, la stessa percentuale ha detto no alla gestione della pandemia del governo e il 18% si è astenuto. Più o meno simile la percezione dei tedeschi, mentre in Francia si registra una insoddisfazione ancora maggiore: più di un francese su due ha una visione negativa della risposta di Parigi.

Non è passato inosservato tra gli intervistati che fin dall’inizio l’Unione europea ha lottato per trovare un approccio comune nella lotta contro la pandemia, ma l’opinione prevalente in tutti e quattro i Paesi è che gli Stati membri abbiano agito separatamente e non cooperato gli uni con gli atri. Un’opinione  maggioritaria in Francia, Germania e soprattutto Italia, primo Paese  a essere colpito dalla pandemia, dove la percentuale di chi in buona sostanza lamenta uno scarso aiuto da parte degli alleati europei tocca il 69%. Diversa la situazione del Regno Unito, dove la percentuale scende al 48% e dove c’è un quarto esatto dei cittadini (25%) convinti che gli Stati abbiano cooperato e agito insieme. Un dato che suona singolare, nel Paese che ha voluto la Brexit.

Eppure, in contraddizione con il dato appena riportato, sulla questione del ruolo globale dell’Unione nella crisi, proprio in Italia si registra la quota più alta (41%) di cittadini che  pensano che Bruxelles abbia aiutato Roma. In Francia le opinioni al riguardo sostanzialmente si equivalgono: il 30% pensa che dalla Ue siano arrivati aiuti, il 32% ritiene esattamente il contrario e il 38% non esprime un’opinione al riguardo. Più netta la posizione dei tedeschi: il 51% dei cittadini pensa che dalla Ue non siano arrivati supporti.  Negativa anche la risposta degli inglesi, che ovviamente non sorprende, essendo il loro Paese era già escluso dalla risposta coordinata dell’Unione. L’opinione complessivamente negativa sul ruolo di Bruxelles, probabilmente, è dovuta alla gestione dei vaccini: il lancio della campagna di vaccinazione è stato lento e le forniture hanno subito importanti ritardi.

Questo può aver alimentato un certo scetticismo sull’adesione all’Ue, come emerge dalla risposta alla domanda se la pandemia abbia rafforzato o indebolito gli argomenti a favore dell’Unione:  più del 40% di tedeschi, italiani e francesi pensano infatti che la crisi legata a Covid 19 abbia indebolito le ragioni dell’esistenza del blocco.

Per recuperare e rafforzare lo spirito europeo, Bruxelles dovrà pedalare molto e in salita: una spinta potrebbe arrivare dal programma di vaccinazione europeo, se da qui in poi tutto funzionerà al meglio, a partire dalla disponibilità delle dosi. Ma certo è che gli ultimi avvenimenti (come la bufera scatenatasi sul vaccino AstraZeneca, la cui somministrazione  è stata sospesa in sette Paesi),  non sembrano davvero aiutare ad avere una visione più positiva della costruzione europea.

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Fonte: Euronews

 

 

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