Farmacisti vaccinatori, dissenso anche da parte dei medici ambulatoriali

Farmacisti vaccinatori, dissenso anche da parte dei medici ambulatoriali

Roma, 23 marzo – Cresce la protesta, all’interno della professione medica, nei confronti della misura del Decreto Sostegni che affianca alla possibilità di vaccinare in farmacia quella che a farlo sia lo stesso farmacista, debitamente formato, senza la necessità della presenza del medico. Dopo la nota diffusa domenica 21 dalla Fnomceo, ieri è stata la svolta dello Snami, il sindacato nazionale autonomo medici italiani, a esprimere il suo “totale dissenso”.

Visualizza immagine di origineSe lo Stato correttamente sente la necessità di allargare la platea dei vaccinatori” afferma in una nota  il presidente Angelo Testa  (nella foto) “scorrettamente ha individuato la figura del farmacista e del parafarmacista che non possono garantire la sicurezza nella fase dell’anamnesi e in caso di reazione allergica da inoculazione del vaccino”.

Gioverà precisare  che – probabilmente a causa dello slancio polemico – Testa scivola in qualche approssimazione: nel Titolo III del Decreto Sostegni, relativo alle Misure in materia di salute e sicurezza, l’art. 20, nel quale sono contenute le misure contestate dalla Snami, non fa alcun cenno alle parafarmacie ma (comma 2, lettera h) alle sole farmacie aperte al pubblico. Peraltro il  “parafarmacista” citato dal presidente Snami è una figura professionale che non esiste, come comprova il fatto che il lemma non è riportato in nessun vocabolario esistente. Nelle parafarmacie lavorano infatti farmacisti con laurea, abilitazione e iscrizione all’Ordine professionale e le uniche tracce degli ectoplasmatici “parafarmacisti” sono quelle rinvenibili nelle ubbie spocchiose e talvolta sprezzanti di qualcuno.

All’attacco della misura che prevede la figura del farmacista vaccinatore partecipa anche il vicepresidente di Snami Domenico Salvago: “La vaccinazione in tutti i suoi momenti è un atto medico e non possono essere sdoganate, neanche in momenti di emergenza nazionale, figure non mediche, paventando così l’esercizio di abuso di professione” è la sua perentoria affermazione. “È necessario moltiplicare il numero di chi vaccina per arrivare a quanto ha correttamente sottolineato il nuovo commissario generale Francesco Paolo Figliuolo, di 500.000 inoculazioni al giorno”.

“I medici di medicina generale e i medici di altri comparti” aggiunge Salvatore Cauchi, addetto stampa nazionale del sindacato “hanno dato la loro disponibilità per cui non corrisponde a verità che manchi chi dovrà vaccinare, ma manca l’organizzazione. Concentriamo le vaccinazioni in strutture specifiche destinate a queste attività con personale infermieristico, di segreteria, con la presenza del medico rianimatore e l’ambulanza per operare continuativamente e in sicurezza. Come Snami siamo stati i primi a denunciare il tentativo continuo delle regioni di ‘deviare’ le vaccinazioni antiCovid verso i nostri studi anche quando non abbiamo un’organizzazione logistica con infermiera e personale di segreteria”.

“Su questo aspetto non possiamo transigere” conclude il presidente Testa “abbiamo firmato un accordo nazionale ben preciso e i tentativi delle  Regioni di declinare accordi che non privilegino il vaccinare nei centri vaccinali non possono essere accettati e vanno denunciati alla pubblica opinione”.

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