Farmaciunite: “Bene il Dl Sostegni, ma serve un approfondimento sulle sue misure”

Farmaciunite: “Bene il Dl Sostegni, ma serve un approfondimento sulle sue misure”

Roma, 24 marzo – Con un comunicato diffuso ieri, anche Farmacieunite esprime il suo apprezzamento per la decisione del ministro della Salute Roberto Speranza e di tutto il Governo di coinvolgere le farmacie e i farmacisti italiani, con specifiche misure varate con il Dl Sostegni, nella vaccinazione anti Covid-19 e di prevedere anche una remunerazione aggiuntiva sui farmaci Ssn.

“Le farmacie, anche attraverso l’effettuazione dei tamponi rapidi, hanno dimostrato di essere un valido supporto di prossimità al sistema sanitario nazionale nell’effettuare servizi massivi di screening e nel limitare i tempi Risultato immagine per hgariboldi muschiettidi attesa dei cittadini, garantendo qualità e sicurezza” si legge nella nota del sindacato presieduto da Franco Gariboldi Muschietti (nella foto).Per quanto riguarda il decreto legge ‘Sostegni’ appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, riteniamo sicuramente positivo il tentativo di valorizzare il ruolo della farmacia”.

Il giudizio positivo non impedisce però al piccolo sindacato indipendente di “prestare la massima attenzione e cautela nel commento delle disposizioni che riguardano le farmacie, sia per quanto riguarda il ‘farmacista vaccinatore’, sia per quanto riguarda la remunerazione aggiuntiva” che, spiega Muschietti, saranno oggetto di “ogni necessario approfondimento in merito alla sostenibilità economica del farmacista vaccinatore (visto che si parla di invarianza di spesa) e sulla effettiva concretezza della prevista remunerazione ‘aggiuntiva’ che, da una prima lettura, presenta alti profili di astrattezza che non consentono di valutarne l’impatto sulle farmacie”.

Per Farmacieunite, inoltre, è necessario non sottovalutare le ostilità che già si registrano da parte di altre categorie professionali impegnate nella prossimità, come i medici e gli infermieri, e all’interno della stessa professione farmaceutica, che ha visto i farmacisti delle parafarmacie e gli stessi farmacisti collaboratori esprimere riserve e proteste.

La circostanza che per il farmacista vaccinatore non siano previsti nuovi oneri a carico della finanza pubblica e che per la “remunerazione aggiuntiva” sia stato previsto un finanziamento annuo di 50 milioni di euro per il 2021 e 150 milioni di euro per il 2022, osserva Farmacieunite, deve necessariamente far riflettere, soprattutto se si considera che per la vaccinazione da parte dei medici (che nei piani dovranno somministrare circa 56 milioni di dosi), è stato previsto un finanziamento ben più corposo,  345 milioni di euro per il solo per 2021.

“In attesa di verificare la reale portata del decreto legge, auspichiamo che finalmente le farmacie italiane possano realizzare ciò che in molti Paesi europei le farmacie già fanno da tempo: vaccinare” afferma Muschietti. “Speriamo che si possa ora mettere in chiaro che la professionalità dei farmacisti è un valore importante per il sistema sanitario nazionale che non deve andare disperso; che le farmacie sono una componente fondamentale di questo sistema perché garantiscono tutti i giorni e tutte le ore il presidio sanitario territoriale grazie alla loro capillarità e diffusione su tutto il territorio, dal piccolo paese al centro delle grandi città”.

Anche la decisione del Governo di introdurre una forma aggiuntiva di remunerazione per le farmacie, 200 milioni di euro nel biennio 2021- 22, dovrebbe andare nel senso di valorizzare la funzione delle farmacie quale irrinunciabile presidio di prossimità e luogo dove i cittadini possono trovare le prime risposte alle domande di salute trovando un interlocutore preparato e disponibile. E, in questo senso, conclude Muschietti, rappresenta “una accelerazione (anche se temporanea, in quanto sperimentale) verso una nuova remunerazione e un passo importante verso la farmacia dei servizi”.

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