Pubblicato sulla G.U. il Decreto Sostegni con il via libera al farmacista vaccinatore

Pubblicato sulla G.U. il Decreto Sostegni con il via libera al farmacista vaccinatore

Roma, 24 marzo – È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 22 marzo 2021 il testo del Decreto Sostegni approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso, del quale il nostro giornale ha già dato ampio conto. Il provvedimento, come è ormai ben noto, introduce novità importanti per le farmacie e i farmacisti, a partire dalla possibilità di aderire alla campagna vaccinale anti-Covid somministrando direttamente il vaccino, senza la supervisione del medico prevista dalla norma previgente, introdotta con la Legge di bilancio 2021.

Nel testo pubblicato in G.U. non v’è alcuna novità rispetto a quanto già riferito da RIFday già lo scorso 20 marzo, se non il numero dell’articolo recante le disposizioni di interesse della farmacia, che è il n.20 (e non più il 19, come nella bozza del provvedimento arrivata in Consiglio dei Ministri). È in questo articolo, al comma 2, lettera h), che trovano spazio le rilevanti correlate alla partecipazione attiva di farmacisti e farmacie alla campagna vaccinale nazionale anti- Covid.

Per comodità dei lettori, riproponiamo qui di seguito le misure in questione, che hanno già suscitato molte reazioni, anche di dissenso (a partire da quelle delle sigle di rappresentanza dei medici).

Il comma 2, lettera h) dell’art. 20 introduce la possibilità per i farmacisti di somministrare in farmacia il vaccino anti-Covid,  escludendo la supervisione del medico. La misura tiene conto, come spiega con chiarezza la relazione illustrativa, anche “delle recenti iniziative attuate nei Paesi appartenenti all’Unione europea finalizzate alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni da Sars CoV 2″ ed è ovviamente finalizzata ad allargare la platea dei vaccinatori e, conseguentemente, la possibilità di somministrare il vaccino sul territorio.  Per  la somministrazione dei vaccini  sarà ovviamente necessario il possesso di formazione specifica, che – chiarisce sempre l’art. 20 – è quella indicata dal comma 465 della Legge di bilancio 2021,  ovvero quella fornita agli operatori sanitari coinvolti nelle attività di somministrazione dei vaccini contro il Sars-CoV-2 dall’Istituto superiore di sanità con i suoi specifici corsi Fad.

Specifici accordi con i sindacati di categoria, sentito l’Ordine professionale, disciplineranno “anche gli aspetti relativi ai requisiti minimi strutturali dei locali per la somministrazione dei vaccini, nonché le opportune misure per garantire la sicurezza degli assistiti” e per i farmacisti è anche previsto l’obbligo di trasmettere “senza ritardo e con modalità telematiche sicure” i dati relativi alle vaccinazioni effettuate alla Regione (o Provincia autonoma) di riferimento, “attenendosi alle indicazioni tecniche fornite da queste ultime, anche attraverso il Sistema Tessera Sanitaria”.

Il via libera al “farmacista vaccinatore” non è l’unica novità di rilievo contenuta nell’art. 20: non meno rilevanti, infatti, sono le disposizioni contenute nei commi 4 e 6 dell’articolo, che – spiega sempre la relazione illustrativa, “mirano a ottimizzare il servizio  reso dalle farmacie, valorizzando il loro ruolo di presidi di prossimità”. Considerando il calo della cosiddetta spesa convenzionata, che espone  molte farmacie (soprattutto nelle aree dove più servirebbero) al rischio di chiusura, si è ritenuto indispensabile intervenire per “rafforzare strutturalmente la resilienza, la prossimità e la tempestività di risposta del Servizio sanitario nazionale alle patologie infettive emergenti e ad altre emergenze sanitarie, nonché per l’attività di somministrazione di vaccini da Sars-CoV-2” prevedendo l’introduzione di una remunerazione aggiuntiva in favore delle farmacie per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Ssn. Gli importi dell’intervento, da adottarsi con decreto del ministro della Salute, di concerto con il Mef e previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Io Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sono fissati in 50 milioni  di euro per il 2021 (tenuto conto che la sperimentazione presumibilmente inizierà a partire dal settembre 2021) e 150 milioni  per l’anno 2022.

“Si parla di un nuovo modello di farmacia che, oltre al farmaco, assicura ai cittadini una serie di prestazioni aggiuntive” spiega la relazione illustrativa “che, oltre al farmaco, assicura ai cittadini una serie di prestazioni aggiuntive.   Infatti la farmacia anche durante l’emergenza Covid 19 ha svolto una importante assistenza, sia per l’esecuzione di test mirati a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM e di tamponi rapidi per la rilevazione presenza di antigene Sars CoV 2 che per la somministrazione di vaccini, tenuto conto anche delle recenti iniziative attuate nei Paesi appartenenti all’Unione europea finalizzate alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti nelle azioni di contrasto e di prevenzione delle infezioni da Sars CoV 2. Quindi la farmacia può diventare il luogo dove la popolazione può trovare una prima risposta alle proprie domande di salute, un’azienda erogatrice di servizi da  mettere a disposizione del pubblico. Tali disposizioni hanno lo scopo, quindi,  di passare da un sistema di remunerazione fondato sulla scontistica sul prezzo a una remunerazione che valorizza la funzione. In tal modo” conclude sul punto la relazione “si incentiva la vendita anche dei farmaci generici, che hanno un prezzo più basso rispetto agli altri”.

 

Gazzetta Ufficiale n. 70  22 marzo 2021 – Dl Sostegni

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