Campagna vaccinale, i laboratori accreditati: “Subito disponibili a dare nostro contributo”

Campagna vaccinale, i laboratori accreditati: “Subito disponibili a dare nostro contributo”

Roma, 26 marzo – In una lettera inviata al ministro della Salute Roberto Speranza, i laboratori di analisi accreditati con il Ssn ribadiscono la piena disponibilità a mettere a disposizione del servizio sanitario le proprie strutture e il proprio personale per contribuire a una reale accelerazione della campagna vaccinale anti-Covid.

Alla luce della nostra esclusione dalla campagna vaccinale, così come determinata dal Dl Sostegni, abbiamo fatto richiesta al ministro della Salute affinché ci riceva per ridiscutere il nostro pieno coinvolgimento nel piano vaccinale” spiega Elisa Interlandi (nella foto), presidente nazionale di Cidec Federazione Sanità, sigla sindacale che riunisce strutture di laboratorio accreditate in tutta Italia.

“La presenza di personale medico in ogni struttura, la capillarità sul territorio e la piena idoneità a livello organizzativo per la somministrazione dei vaccini fanno delle strutture di laboratorio un presidio irrinunciabile per la lotta al Covid-19, sia nell’ambito delle attività di tracciamento dei contagi, ma soprattutto in questa fase, cruciale per la Sanità tutta, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di copertura vaccinale prefissati” conclude Interlandi. “Auspichiamo, pertanto, che il ministro Speranza accolga con positività la nostra richiesta di confronto nel miglior interesse della salute degli italiani e di tutti i professionisti coinvolti”.

La richiesta di Cidec segue a strettissimo giro la lettera indirizzata dal presidente dell’Ordine nazionale dei Biologi Vincenzo D’Anna (nella foto a destra) al presidente del Consiglio dei ministri  Mario Draghi, al ministro della Salute Speranza e al coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, contenente una richiesta del tutto analoga.

“Il cosiddetto Decreto Sostegni” scrive infatti D’Anna ha introdotto la possibilità, in via sperimentale, di consentire la somministrazione dei vaccini anche da parte dei farmacisti, opportunamente formati attraverso appositi corsi organizzati dall’Istituto superiore di sanità”. Ebbene, prosegue D’Anna, “accanto a questa iniziativa, sarebbe possibile usufruire anche della ramificata rete dei laboratori di analisi accreditati, pubblici e privati, che, peraltro, insieme alle farmacie, sono gli unici presidi territoriali che non hanno mai interrotto le loro attività a causa della pandemia”. Il coinvolgimento dei laboratori d’analisi, peraltro, sarebbe  del tutto in linea con la “la ratio della norma” che è, molto chiaramente, “quella di accelerare la campagna allargando il più possibile i punti di accesso e le categorie professionali abilitate all’inoculazione dei sieri”.

Anche “le strutture accreditate, al cui interno, lo ricordiamo, operano biologi abilitati e medici, sono inserite nel sistema Tessera sanitaria, il che agevolerebbe non poco le esigenze informative connesse alla somministrazione dei vaccini” afferma ancora il presidente dell’Onb, perorando la causa del coinvolgimento dei laboratori e de centri poliambulatoriali,  certamente in grado di assicurare un contributo che, conclude D’Anna, “potrebbe rivelarsi molto importante”.

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