Vaccini Covid, quello di Pfizer già al secondo posto nella lista dei farmaci più redditizi

Vaccini Covid, quello di Pfizer già al secondo posto nella lista dei farmaci più redditizi

Roma, 29 marzo – A occuparsi dei vaccini anti Covid non sono  solo l’informazione main stream e quella sanitaria e scientifica, ma anche quella economico-finanziaria, alla quale davvero non sfugge che i vaccini sono anche un gigantesco business. A comprovarlo, il fatto che il vaccino di Pfizer, a pochissimi mesi dal suo lancio, è già il n° 2 al mondo fra i farmaci che generano più entrate. E le previsioni sono che, a pandemia finita, diventi ancora più redditizio di quanto già non sia.

Citando i commenti del direttore finanziario di Pfizer, Frank D’Amelio, Forbes e FiercePharma hanno infatti riferito che l’azienda “otterrà un aumento di prezzo” quando l’emergenza sarà finita. Il Sars CoV 2 continuerà infatti a circolare e ci sarà dunque sempre la necessità di proteggersi, rinnovando di anno in anno la copertura vaccinale. “Ogni anno, è necessario farsi la vaccinazione antinfluenzale” ha detto al riguardo il Ceo di Pfizer, Visualizza immagine di origineAlbert Bourla (nella foto). Sarà lo stesso per il Covid: in futuro, per essere protetti, ci si dovrà vaccinare tutti gli anni.” Ma, cessata l’emergenza, non sarà più “il momento di prezzi da pandemia,” ha detto D’Amelio. Il che, tradotto in soldoni, significa che Pfizer, che oggi cede il vaccino al Governo USA a 19,50 dollari, cifra che è ben al di sotto dei 150 o 175 dollari per dose che la casa farmaceutica di solito spunta per un vaccino, come ha detto D’Amelio durante la comunicazione sui ricavi di febbraio. IL che significa che l’azienda americana potrebbe anche quadruplicare la cifra, se non di più: un analista finanziario  ha ipotizzato che Pfizer potrebbe puntare a 156 dollari a dose.

Sulla base degli attuali contratti per il suo vaccino, l’azienda produttrice prevede, per il 2021, un ricavo di circa 15 miliardi di dollari, cifra che potrebbe raddoppiare, dal momento che, secondo The Guardian, Pfizer asserisce di poter consegnare due miliardi di dosi entro la fine dell’anno. L’azienda divide i profitti 50-50 con il suo partner tedesco, BioNTech.

Decisamente più bassi, in confronto, i prezzi degli altri vaccini: quello di Moderna ha un prezzo di 15 dollari per dose, Johnson & Johnson (J&J) costa 10 dollari e AstraZeneca è  4 dollari per dose, secondo quanto  riporta Fierce Pharma. I dirigenti di Pfizer hanno reso noto che la stima del ricavo aziendale di 15 miliardi di dollari fa parte delle previsioni per il 2021 ed è basata sul numero di dosi che saranno consegnate nel 2021 secondo i contratti esistenti.

Quando la richiesta per il vaccino Covid inizierà a calare, l’azienda potrebbe continuare a fare profitti significativi alzando il prezzo della confezione e aumentando le dosi di richiamo di routine per le nuove varianti del virus, ha detto  il Ceo Bourla agli analisti, alle grandi banche e agli investitori durante la relazione sui ricavi di febbraio.

Pfizer ha già lanciato uno studio sulla somministrazione di una terza dose di vaccino per affrontare le varianti, ha in previsione richiami annuali e ha detto agli investitori di aspettarsi grazie al vaccino Covid un flusso di entrate simile a quello dei vaccini antinfluenzali.

Secondo Forbes, alcuni critici dicono che il drammatico aumento del costo del vaccino è una truffa bella e buona, che potrebbe portare Pfizer ad essere chiamata a giustificare davanti al parlamento l’aumento di spesa a carico del pubblico americano. Ma la casa farmaceutica non è la sola a vendere il proprio vaccino ad un prezzo diverso durante la pandemia. J&J e AstraZeneca si sono impegnate a vendere i loro vaccini al prezzo di costo per tutto il corso della pandemia, con il diritto contrattuale di considerare la pandemia “finita” nel luglio 2021, e questo secondo il Financial Times implica la possibilità di aumenti di prezzo a partire da quella data.

Anche Moderna ha lasciato intendere che potrebbe aumentare il prezzo dopo che la pandemia sarà diventata endemica. La scorsa estate, durante un’udienza della Commissione parlamentare per l’energia e il commercio, era stato chiesto all’azienda produttrice se avrebbe venduto il vaccino al prezzo costo. Moderna aveva risposto che non avrebbe venduto il proprio vaccino al prezzo costo, e questo anche se lo sviluppo e la produzione del suo vaccino fossero stati quasi interamente finanziati dalle tasse pagate dai contribuenti americani. Pfizer, al contrario, ha interamente autofinanziato  i costi di sviluppo e produzione del suo vaccino, rischiando miliardi di dollari di suoi investimenti. Anche per questa ragione, probabilmente, Moderna è stata successivamente “insignita” dal Lown Institute di Boston del premio per il “peggior esempio di profitto e malasanità.”

Come Pfizer, Moderna si era assicurata svariati miliardi di dollari (11,7, secondo quanto riferisce Fierce Pharma) in ordini anticipati di acquisto da vari governi e organizzazioni e l’azienda stava negoziando ulteriori accordi. L’amministratore delegato dell’azienda, Stephane Bancel, ha detto in un’intervista che, quest’anno, l’azienda potrebbe unirsi alla schiera dei maggiori  produttori di vaccini a fatturato.

Ramachandran ReshmaReshma Ramachandran, medico borsista del Yale National Clinicians Scholars Program (nella foto), ha testimoniato il mese scorso davanti al Senato americano sui prezzi dei vaccini e sul rifiuto del governo e delle aziende farmaceutiche di rivelare informazioni sugli accordi riguardanti i  vaccini. In un’intervista a YaleNews, Ramachandran ha spiegato che quando Pfizer si allontanerà dal “prezzo pandemico” e punterà ad un prezzo in linea con quelli degli altri vaccini già sul mercato, 150 o 175 dollari per dose, i costi verranno accollati alle compagnie di assicurazione che, a loro volta, lo trasferiranno al pubblico attraverso l’aumento dei premi assicurativi. Replicando, in buona sostanza, quanto già accaduto con i vaccini antinfluenzali, “una tecnologia vaccinatoria finanziata con fondi pubblici che ha continuato ad aumentare di prezzo negli ultimi due decenni, con impatti significativi sui bilanci dei nostri programmi di salute pubblica e sui nostri premi assicurativi” ha detto Ramachandran. “Non sono le aziende che si sono assunte il rischio di sviluppare e produrre vaccini. È il popolo americano.”

 

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