Speranza: ‘Firmato accordo con Regioni e farmacisti per vaccinare nelle farmacie’

Speranza: ‘Firmato accordo con Regioni e farmacisti per vaccinare nelle farmacie’

Roma, 30 marzo – “Ho appena firmato il protocollo con Regioni e farmacisti Visualizza immagine di origine La campagna di vaccinazione è la vera chiave per chiudere questa stagione così difficile. Oggi facciamo un altro importante passo avanti per renderla più veloce e capillare”.

Con questa  dichiarazione  arrivata via Twitter e immediatamente ribattuta dalle agenzie di stampa, il ministro della Salute Roberto Speranza (nella foto) ha annunciato il completamento del percorso cominciato alla fine dello scorso mese di dicembre con la Legge di bilancio 2021, proseguito con il  Decreto Sostegni approvato lo scorso 19 marzo e terminato appunto  ieri con l’accordo quadro stretto con le Regioni e le sigle delle farmacie di comunità, che ha definito il perimetro all’interno del quale dovranno essere  disciplinati “anche gli aspetti relativi ai requisiti minimi strutturali dei locali per la somministrazione dei vaccini, nonché le opportune misure per garantire la sicurezza degli assistiti” , oltre alla trasmissione “senza ritardo e con modalità telematiche sicure”  dei dati relativi alle vaccinazioni effettuate alla Regione di riferimento, così come previsto dalla norma del già citato Decreto Sostegni.

Lo schema dell’accordo definisce gli aspetti tecnico-organizzativi per la somministrazione dei vaccini anti-Covid da parte dei farmacisti in farmacia, tenendo conto del ruolo svolto dalle farmacie durante la pandemia, in particolare per quanto riguarda la somministrazione di test sierologici e tamponi. Tale ruolo è stato riconosciuto ufficialmente dal governo nel Decreto Sostegni, laddove fa esplicitamente riferimento al “nuovo modello di farmacia come luogo dove la popolazione può trovare una prima risposta alle proprie domande di salute, un’azienda erogatrice di servizi da mettere a disposizione del pubblico”.

Il protocollo definisce le regole del percorso formativo che abilita il farmacista alla vaccinazione (percorso che passa attraverso i corsi dell’Istituto superiore di sanità, gli unici abilitanti), le misure logistiche necessarie per garantire la massima sicurezza ai cittadini e ai farmacisti, definendo le modalità operative della seduta vaccinale dalla fase di prenotazione e accoglienza fino a quella di osservazione e gestione delle eventuali reazioni avverse post-somministrazione.

Per il presidente della Fofi Andrea Mandelli, “la firma del protocollo che regola l’esecuzione delle vaccinazioni contro la COVID-19 nelle farmacie di comunità da parte dei farmacisti, annunciata dal Ministro della Salute Roberto Speranza, è la premessa per una decisiva accelerazione della marcia che porterà il Paese fuori dall’emergenza sanitaria”.
 “L’accordo raggiunto tra il Ministero, le Regioni e le rappresentanze sindacali delle farmacie” si legge in una nota diramata dalla federazione degli ordini dei farmacisti “pone infatti le basi per rendere capillare l’accesso al vaccino in piena sicurezza per i cittadini, e allinea l’Italia alle migliori esperienze europee, a cominciare da Francia e Inghilterra, dove i farmacisti hanno già effettuato milioni di vaccinazioni, dall’Irlanda, dove cominceranno aprile, ma anche a quanto fatto negli Stati Uniti”.

“La partecipazione dei farmacisti alla campagna vaccinale è un passaggio cruciale sulla via del riassetto della sanità territoriale che, come più volte sostenuto dal Governo, dovrà basarsi sul concetto di prossimità e sulla sinergia di tutti i professionisti che sul territorio operano quotidianamente” conclude la nota della Fofi. “Un cambiamento di paradigma nel quale ha un ruolo centrale il modello della farmacia dei servizi intesa come presidio sanitario polifunzionale. I farmacisti italiani sapranno moltiplicare il loro impegno per assolvere anche a questo importantissimo compito al servizio della collettività”.

Visualizza immagine di origineSiamo sicuri che l’accordo quadro, a carattere nazionale, verrà velocemente recepito dalle Regioni” dichiara il presidente di Federfarma nazionale Marco Cossolo (nella foto a sinistra). “Ringraziamo il Governo, e in particolare il ministro della salute Roberto Speranza, per questo importante riconoscimento all’impegno costante delle farmacie, che fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono rimaste sempre a disposizione dei cittadini, ampliando anche gli orari di apertura e potenziando la propria attività con nuovi servizi. Le farmacie aderiranno numerose anche a questa iniziativa, animate da quello spirito di servizio che da sempre le connota e che durante la pandemia è emerso con forza. Daranno così un contributo significativo al raggiungimento dell’obiettivo di ottenere al più presto una copertura vaccinale adeguata”.

“Quello che stiamo vivendo in questi giorni è il coronamento di un impegno avviato ben tre anni fa” ricorda il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi. “È infatti dal 2018 che nelle assemblee della nostra Federazione si parla del farmacista vaccinatore. Una figura che quindi oggi non vediamo solo come un importante contributo contro la crisi sanitaria di quest’ultimo anno, ma anche come il segno di una rinnovata considerazione della farmacia all’interno del Ssn. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la collaborazione delle Istituzioni che nel corso di questi mesi così difficili hanno sempre dimostrato apertura e interesse per le proposte presentate dalla farmacia italiana”.

Dell’accordo aveva parlato ieri mattina anche il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo hub vaccinale della Fiera di Genova. “Siamo in guerra, serve qualche norma di guerra come l’impiego delle farmacie”.

“Noi siamo pronti con 1500 farmacie per la vaccinazione, attendiamo i vaccini” aveva annunciato da parte sua a Radio 1 il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Abbiamo anche aperto il primo hub notturno che fino a mezzanotte fa vaccinazioni e facciamo tra 25mila e 28mila somministrazioni al giorno. Puntiamo ad arrivare presto a 30mila al giorno” ha quindi aggiunto Zingaretti, per concludere che “appena arriverà il Johnson&Johnson che è il più semplice e monodose, la rete è pronta”.

Le prime farmacie a partire con le somministrazioni del vaccino anti-Covid saranno quelle della Liguria. Al momento quelle inserite nel programma sono 52 e da domani inizieranno a somministrare il vaccino AstraZeneca impiegando medici o personale abilitato. Il servizio, in questa prima fase, è dedicato alle persone tra 70 e 79 anni. Le farmacie attive in Liguria sono 7 nell’Imperiese (2 a Imperia, una a Sanremo, Cervo, Ventimiglia, Vallecrosia e Bordighera); 6 nel Savonese (due a Cairo Montenotte, una a Savona, Sassello, Dego, Albisola Marina); 25 nella Asl3 di Genova (16 a Genova, tre ad Arenzano, una a Bogliasco, Campomorone, Recco, Ruta di Camogli, Savignone, Isola del Cantone); quattro nel Tigullio (Santa Margherita Ligure, Leivi, Casarza Ligure, Chiavari); 10 nello Spezzino (tre a La Spezia, due a Sarzana, una a Brugnato, Deiva Marina, Ricco’ del Golfo e Vezzano).

Le persone comprese nella fascia di età fra i 75 e i 79 anni possono prenotarsi andando direttamente (il servizio è cominciato ieri, 29 marzo) o attraverso il portale prenotovaccino.regione.liguria.it. I cittadini compresi nella fascia di età 70-74 anni possono prenotarsi allo stesso modo da domani, 31 marzo, o on-line a partire dalle 23 di oggi.

 

L’Accordo quadro Governo-Regioni-Federfarma-Assofarm sulle vaccinazioni in farmacia

 

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