Germania, no a Vaxzevria sotto i 60 anni, ma per Ema e Oms il vaccino è sicuro

Germania, no a Vaxzevria sotto i 60 anni, ma per Ema e Oms il vaccino è sicuro

Roma, 1 aprile – Certamente non sono di grande aiuto a tranquillizzare l’opinione pubblica riguardo ai vaccini le contrastanti decisioni che si registrano nei diversi Paesi europei in ordine alle loro modalità di impiego. Dalla Germania, ad esempio, è arrivato un nuovo e duro colpo per la credibilità del vaccino di AstraZeneca, ora ribattezzato Vaxzevria. Il Paese di Angela Merkel  (nella foto) ha infatti introdotto su tutto il territorio nazionale il divieto di Risultato immagine per angela merkelutilizzo di questo vaccino ai cittadini al di sotto dei 60 anni.

La decisione arriva dopo che l’autorità di regolamentazione sanitaria tedesca ha registrato 31 segnalazioni di trombosi su circa 2 milioni e 700.000 dosi già inoculate in tutto il Paese. In nove di questi casi, il paziente è deceduto (sette donne tra i 20 e i 63 anni e due uomini). Va detto che decisioni simili – per fascia d’età – sono state prese anche da Canada, Francia, Finlandia, Svezia e Islanda.

Merkel ha provato a fare chiarezza: “La fiducia nasce dalla consapevolezza che ogni sospetto, ogni singolo caso, sarà indagato a fondo” ha detto la cancelliera. “I governi federali e statali sono già stati informati. Le nuove regole per l’uso del vaccino di AstraZeneca, naturalmente, avranno conseguenze anche per l’organizzazione della campagna di vaccinazione nel prossimo futuro”.

Resta il fatto che per l’Agenzia europea per i medicinali, le prove non supportano la limitazione decisa dai tedeschi: “I benefici del vaccino Astra Zeneca nella prevenzione del Covid” ribadisce Emer Cooke, direttore esecutivo dell’Ema “superano i rischi di effetti collaterali, non ci sono prove a sostegno della limitazione del suo utilizzo per ogni fascia d’età”.

Analogo la posizione espressa dall’Oms:  “Le prove di efficacia, sicurezza e qualità della produzione” afferma Kate O’Brien, direttore del Dipartimento di immunizzazione “pesano ancora molto in favore dell’uso del vaccino, che dunque è sicuro”.

 

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