Gizzi (Assofarm): “Vaccini, per farmacie e farmacisti un’occasione da non perdere”

Gizzi (Assofarm): “Vaccini, per farmacie e farmacisti un’occasione da non perdere”

Roma, 1 aprile – “Una delle nostre vittorie più nette”. Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm,  nell’editoriale a sua firma pubblicato sull’ultimo numero del notiziario associativo, torna ad ascrivere la nascita del farmacista vaccinatore sancita dall’approvazione del Decreto Ristori alla sfida che la sigla della farmacie pubbliche “porta avanti da almeno tre anni”.

Ma il sussulto di comprensibile orgoglio non fa dimenticare che la “nuova strada finalmente aperta, ora deve essere percorsa” e “non è quindi il caso di adagiarsi sugli allori”. Al riguardo, Gizzi informa di aver già avviato i primi rapporti formali con lo staff del commissario all’emergenza “per coordinare il proprio sistema territoriale alla rete vaccinale nazionale”, ma anticipa che – quando tutto sarà pronto – la parola passerà ai singoli, richiamando alla mobilitazioni tutti gli associati: “Se davvero vogliamo contribuire all’obiettivo delle 500.000 inoculazioni al giorno non appena si avranno le necessarie disponibilità, i farmacisti dovranno aderire in massa ai programmi di abilitazione alla somministrazione dei vaccini”.

E si tratta di un appuntamento da non mancare, soprattutto per le farmacie pubbliche, che lo attendono dal 2018, “quando, sulla scorta di quanto si stava facendo in altri paesi nord-europei e che venne allora riportato da nostri partner dell’Unione europea delle farmacie sociali” ricorda Gizzi “iniziammo a proporre con convinzione la figura del farmacista vaccinatore come soggetto rilevante al raggiungimento di obiettivi epidemiologici rispetto ai quali l’Italia era lontana”.

Proposte inizialmente accolte dal silenzio, ma che alla fine – anche in ragione dell’emergenza pandemica, “che ci ha obbligato alla programmazione e alla previsione” – hanno finito per affermarsi, in un contesto che ha subito rapide e a profonde trasformazioni. “Il drastico rallentamento dei consumi spinge istituzioni internazionali e governi a dotarsi di politiche economiche espansive” scrive Gizzi. “In questo contesto il Servizio sanitario nazionale sta vivendo una nuova considerazione. Sono queste le dinamiche socio-sanitarie nelle quali si sta muovendo la farmacia italiana e che deve assolutamente sfruttare per definire il proprio rilancio. Tutto ciò vale anche per i nostri farmacisti e soprattutto per il loro contratto collettivo, da tempo in attesa di rinnovo”.

Il presidente di Assofarm prevede che, dopo anni di calo costante della redditività delle  farmacie e di ristagno delle riforme sistemiche, il probabile avvio di una fase di rilancio della farmacia territoriale, il suo riposizionamento all’interno del Ssn e non ultimi i sostegni diretti che nei prossimi anni arriveranno dal Governo, possano essere un volano, la spinta propulsiva  “che ci dovrebbe mettere nelle condizioni ideali per ripensare a un contratto che finalmente possa riconoscere nei numeri economici il valore sanitario dei nostri professionisti”.

Un valore sanitario, aggiunge Gizzi, “che è parte integrante di quel patrimonio di credibilità che il mondo delle farmacie comunali ha costruito in questi anni e che gli ha permesso di giocare un ruolo autorevole nella gestione istituzionale della crisi”.

Può ovviamente trattarsi di una coincidenza, ma il riferimento di Gizzi al “valore” dei dipendenti e al rinnovo del loro Ccnl è speculare ad analoghe dichiarazioni negli ultimi giorni di Marco Cossolo, presidente di Federfarma. Una tematica negletta (come comprova lo spiaggiamento delle trattative per il rinnovo dei contratti di lavoro dei dipendenti delle farmacie, scaduti da anni) torna dunque d’attualità e – incredibile dictu! – a riesumarla sono le organizzazioni datoriali, che sull’argomento non è che si segnalassero per l’impegno. Anche questo, forse, è un effetto collaterale delle vaccinazioni. E va da sé che è un side effect assolutamente positivo, soprattutto se il rinnovato interesse manifestato a parole si tradurrà nelle prossime settimane in una ripresa delle trattative per i rinnovi contrattuali e in una loro veloce e soddisfacente conclusione.

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