Covid, il warning di Gimbe: “Terapie intensive, superate soglie di allerta a livello nazionale”

Covid, il warning di Gimbe: “Terapie intensive, superate soglie di allerta a livello nazionale”

Roma, 2 aprile – Calano i nuovi casi di Covid, ma aumentano i decessi. E mentre restano stabili i casi attualmente positivi e le persone in isolamento domiciliare, aumentano i ricoveri di pazienti con sintomi e gli ingressi in terapia intensiva. È quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 24-30 marzo.

Rispetto alla precedente settimana, l’analisi evidenzia una lieve riduzione dei nuovi contagi (141.396 contro 150.181) a fronte di un incremento delle vittime (3.000 contro 2.878). Stabili i casi attualmente positivi (562.832 contro 560.654) e le persone in isolamento domiciliare (529.885 contro 528.680), in aumento i ricoveri con sintomi (29.231 contro 28.428) e le terapie intensive (3.716 contro 3.546).

“Per la seconda settimana consecutiva”  spiega il presidente Gimbe  Nino Cartabellotta (nella foto) “a livello nazionale si rileva una lenta discesa del numero di nuovi casi e del loro incremento percentuale, anche se il dato risente di notevoli differenze regionali correlate al livello di restrizioni di 3 settimane fa”. In nove Regioni, infatti, “l’incremento percentuale dei nuovi casi è ancora in crescita, soprattutto in quattro Regioni che tre settimane fa si trovavano in area bianca o gialla (Calabria, Liguria, Sardegna e Valle d’Aosta). Al contrario si rilevano riduzioni rilevanti in Regioni che tre settimane fa erano in zona arancione o rossa. Inoltre, in 10 Regioni aumentano i casi attualmente positivi, dato che si riflette anche a livello nazionale”.

SVisualizza immagine di origineecondo quanto riferisce Renata Gili (nella foto a sinistra),  responsabile Ricerca sui Servizi sanitari della Fondazione Gimbe,  sul versante ospedaliero “entrambe le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid in area medica (>40%) e in terapia intensiva (>30%) sono superate a livello nazionale, attestandosi rispettivamente al 44% e al 41%: 10 le Regioni sopra soglia per l’area medica e 13 quelle per le terapie intensive”.

In particolare, l’occupazione di pazienti Covid in terapia intensiva supera il 40% in Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Toscana, Molise, Lazio e il 50% in Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Emilia-Romagna, con valori superiori al 60% in Lombardia e nelle Marche. “Sul fronte dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva” puntualizza Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe  “dopo la frenata registrata la scorsa settimana, il dato si è stabilizzato”.

Nel Paese, però, si registrano ancora gravi ritardi:  “È ancora indietro la protezione di anziani e fragili: degli over 80 il 28,3% ha completato il ciclo vaccinale e il 27,4% ha ricevuto solo la prima dose. Ancora ai nastri di partenza la fascia 70-79 anni e nessun dato disponibile sui fragili. Eppure solo una rapida e massiccia immunizzazione di anziani e persone vulnerabili permetterà di riaprire in sicurezza il Paese” evidenzia Cartabellotta.  “Se i vaccini rappresentano la via maestra per uscire gradualmente dalla pandemia, è bene ribadire l’inderogabile necessità di proteggere in maniera prioritaria le persone fragili, più a rischio di sviluppare forme severe di Covid-19 che richiedono assistenza ospedaliera. Con l’attuale livello di sovraccarico degli ospedali, che non si ridurrà in tempi brevi, non possiamo più permetterci un nuovo rialzo di ricoveri e terapie intensive una volta avviate le graduali riaperture del Paese”.

“Altrimenti” conclude il presidente Gimbe “continueremo a rimanere ostaggio delle misure restrittive, il cui obiettivo primario è proprio quello di limitare il sovraccarico ospedaliero”.

Sul fronte vaccini, al 31 marzo risultano consegnate alle Regioni 11.247.180 dosi, pari al 71,7% delle dosi previste per il primo trimestre 2021. Cifre al netto di ritardi di notifica, viste le dichiarazioni del Commissarioall’emergeza Covid Francesco Figliuolo che ha annunciato che “solo questa settimana ne stanno arrivando circa 3 milioni: il 29 marzo oltre 1 milione di Pfizer, il 31 marzo oltre 500.000 Moderna e oltre 1,3 milioni di AstraZeneca su un totale di 14,2 milioni realizzato nel primo trimestre”.

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