Magi (Omceo Roma) e Cimo-Fesmed, arrivano altri no dei medici ai farmacisti vaccinatori

Magi (Omceo Roma) e Cimo-Fesmed, arrivano altri no dei medici ai farmacisti vaccinatori

Roma, 2 aprile – Cresce di giorno in giorno all’interno della professione medica il numero delle voci critiche nei confronti della misura del Decreto Sostegni che ha aperto anche ai farmacisti la possibilità di somministrare il Risultato immagine per antonio magivaccino in farmacia. Gli ultimi della serie sono Antonio Magi (nella foto),  presidente di uno degli Ordini dei medici più importanti del Paese, quello di Roma, e la Federazione Cimo-Fesmed, il sindacato nato due anni fa dall’unione delle forze organizzative e di rappresentanza di Cimo, il sindacato dei medici ospedalieri, e della Fesmed, la Federazione sindacale Medici dirigenti.

Intervistato dall’agenzia Dire, Magi ha dichiarato di ritenere “sempre indispensabile, per i pazienti, che sia sempre garantita la presenza di un medico in caso di una qualche reazione avversa. Il farmacista non è in grado professionalmente di poter gestire una situazione di questo tipo”.

Il presidente di Omceo Roma non ha difficoltà a riconoscere che le farmacie possono essere utilmente coinvolte nella campagna vaccinale come spoke per le somministrazioni e ammette anche che “il farmacista può vaccinare senza alcun problema”. A condizione, però, che ci sia anche “un medico disponibile, pronto a intervenire nel caso si verifichi una situazione particolare o di emergenza, somministrando magari farmaci salvavita”.

Più severo il giudizio di Cimo-Fesmed, che in una nota stigmatizza la scelta di “superare il problema delle risorse umane” ricorrendo a “figure professionali non abilitate rispetto al futuro post pandemico”. Pur ritenendo auspicabili, in una fase di emergenza pandemica, gli interventi straordinari, i medici della federazione sindacale ritengono che “la sicurezza delle cure non può essere compromessa da iniziative che fanno tanta immagine ma che, di fatto, non risolvono i veri problemi organizzativi e anzi, rischiano di creare ulteriori dubbi come per la decisione di affidare ai farmacisti la somministrazione dei vaccini”.
“Superato il problema degli spazi (tra palazzi dello sport, caserme, stazioni ed edifici pubblici non occupati, ve n’è a sufficienza in tutta Italia) e avviato a soluzione, a quanto sembra, il problema dell’approvvigionamento del vaccino” scrive Cimo-Fesmed “si ritiene ora di superare il problema delle risorse umane necessarie attraverso il ‘posizionamento’ di figure professionali non abilitate rispetto al futuro post pandemico. Come se non bastasse, il fatto che stiamo assistendo alla vicenda delle mascherine non a norma e ad una campagna vaccinale dove domina il ‘fai da te’ di ogni regione sottolinea, ancora una volta, la generazione di diseguaglianze tra i cittadini rispetto all’accesso alle cure, in questo caso rispetto al diritto di sottoporsi a vaccinazione Covid in modo uniforme e con procedure trasparenti”.

La sigla medica passa poi a evidenziare che le norme di legge che consentono il riconoscimento del titolo di farmacista (art. 1 co. 1 d.lgs. 258/1991) non prevedono, sensatamente, che il farmacista possa inoculare vaccini.

“Per superare l’ostacolo oggi si propone un breve corso di formazione on line della durata di alcune ore, organizzato dall’Istituto superiore di sanità” osserva CiImo-Fesmed. “Ci si domanda dunque se il governo ritenga che la competenza professionale, su un atto medico il cui perimetro è definito dalla legge, possa essere acquisita con una mini-formazione a distanza se la valutazione anamnestica è lasciata alla responsabilità del paziente che sottoscrive il consenso informato. E sorgono altri dubbi: sulla capacità di conoscere le manovre rianimatorie, sulla eventuale tempestività dell’intervento medico ex post attraverso il sistema 118 e, non ultimo, sulla responsabilità di somministrare adrenalina intramuscolo nel dosaggio corretto e non nocivo/letale. Alla fine” conclude con un filo di sarcasmo la nota “il vero dato di fatto per il paziente è che ‘se stai male, chiama il medico’… e spera che arrivi presto”.

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