Farmacap, Usi conferma lo stato di mobilitazione sindacale, in preparazione lo sciopero

Farmacap, Usi conferma lo stato di mobilitazione sindacale, in preparazione lo sciopero

Roma, 7 aprile – Preoccupazioni per il regolare pagamento delle retribuzioni di aprile 2021; mancata presentazione del piano industriale e confronto in sede sindacale aziendale con le organizzazioni sindacali e Rsa interne; carenze sulla tutela delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, carenze di organico nel personale farmacista e stabilizzazione del precariato interno. Questi i motivi principali che hanno indotto Usi, che si aggiunge Visualizza immagine di originecosì alle altre sigle sindacali che rappresentano i lavoratori di Farmacap, l’azienda speciale delle farmacie comunali di Roma, a scrivere alla sindaca Virginia Raggi (nella foto) per comunicarle, a termini di legge, la proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale.

Le rassicurazioni arrivate dall’amministrazione dopo la forte mobilitazione in Campidoglio dello scorso 10 marzo 2021,  con l’approvazione di ordini del giorno approvati unanimemente dal Consiglio capitolino favorevoli a solleciti interventi per l risanamento e il rilancio dell’azienda, sono  rimaste sulla carta, lasciando insolute tutte le questioni posta dai dipendenti tramite le loro organizzazioni sindacali di riferimento.

Unico risultato ottenuto, il pagamento (peraltro ritardato) delle retribuzioni e stipendi di marzo 2021, Il problema, però,  si ripropone negli stessi termini per le retribuzioni di aprile, anche a fronte – denunciano i rappresentanti sindacali – di ulteriori atti unilaterali della direzione ad interim di Farmacap, che avrebbe disposto un impiego improprio del personale dipendente, spostandolo dalle attività che comunque devono  essere garantite come da convenzioni e affidamenti, nelle farmacie comunali, negli sportelli di prossimità sociale e del Recup, verso attività del cosiddetto Progetto Anchise, che si sta sempre più dimostrando molto diverso, per finalità e declinazione pratica, dal servizio annunciato in sede di presentazione (in modo approssimativo e generico, secondo i sindacati)  dai vertici commissariali e interinali di Farmacap, con l’avallo di Roma Capitale.

Questi atti unilaterali e non condivisi del vertice operativo aziendale stanno mettendo ancora a repentaglio le condizioni di piena tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti, esponendo a un accresciuto rischio e pericolo di contagio da Covid 19, incidendo sugli orari di lavoro e la loro distribuzione settimanale, oltre le normali ore di contratto di lavoro. Il tutto con prestazioni pretese da planning orari modificati e richieste  di straordinari per i tempi pieni e ore supplementari per i part time, senza esplicito consenso dei dipendenti, senza aver effettuato adeguata informazione agli stessi componenti delle Rsa interne, degli Rls designati e delle organizzazioni sindacali territoriali.

Per tutti questi motivi, che si innescano in un quadro di assoluta opacità sulle  scelte per il futuro dell’azienda, è in preparazione lo sciopero aziendale, conferma Usi, e sono in cantiere iniziative di mobilitazione e di informazione nel mese di aprile, che si stanno costruendo congiuntamente tra le Rsa interne.

Le rivendicazioni dei lavoratori di Farmacap sono quelle portate avanti ormai da anni: conferma della natura pubblica dell’azienda, l’impegno a garantire standard idonei ed efficaci di sevizio alla cittadinanza, in particolare per  le categorie più disagiate, ma nel rispetto delle leggi sul lavoro, sulla sicurezza e con una seria pianificazione di interventi e la presentazione di un chiaro piano industriale.  La mobilitazione sindacale durerà fino a che Roma Capitale non chiarirà cosa intenda davver0 fare, definendo i nodi irrisolti, nel solco degli orientamenti e indirizzi votati e approvati anche il 10 marzo scorso dall’Assemblea Capitolina. Intanto, si chiede alla sindaca Raggi una convocazione delle parti (possibilmente congiunta con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Uil) per esperire un tentativo preventivo di conciliazione al fine di favorire un raffreddamento del conflitto e revocare o quantomeno sospendere il ricorso allo sciopero. Ma – se l’attenzione dei massimi vertici del Campidoglio sarà quella fin qui dimostrata nei confronti dei problemi dell’azienda delle farmacie comunali, le speranze che la richiesta possa essere accolta non possono ragionevolmente essere molte.

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