Mnlf ai collaboratori: “No a somministrazione dei vaccini, prima il rinnovo del Ccnl”

Mnlf ai collaboratori: “No a somministrazione dei vaccini, prima il rinnovo del Ccnl”

Roma, 7 aprile –“Non date la vostra disponibilità a eseguire le vaccinazioni Covid-19 se prima non viene rinnovato il contratto nazionale di lavoro scaduto da oltre otto anni”.

Questo l’invito che il Movimento nazionale liberi farmacisti rivolge ai dipendenti laureati di farmacia privata, nell’ormai prossima vigilia dell’avvio della campagna vaccinale anti-Covid nelle farmacie, dove – grazie alla norma specifica del Decreto Sostegni e al successivo accordo Governo-Regioni-farmacie – potranno somministrare i vaccini anche gli stessi farmacisti. L’esortazione arriva proprio all’indomani dell’annuncio di Federfarma dell’avvio del reclutamento delle farmacie che, volontariamente, si metteranno a disposizione come spoke vaccinali per contribuire al gigantesco sforzo del Paese per arrivare quanto prima possibile all’immunizzazione della popolazione.

“Il contratto, afferente a quello del commercio” spiega il Mnlf in un comunicato stampa “deve essere profondamente cambiato a partire proprio dal settore di riferimento e spostato in quello sanitario. Gli impegni di ordine legale ed assicurativo che le vaccinazioni comportano non possono essere eluse e debbono essere inserite nel nuovo Ccnl, quindi precedere e non seguire l’inizio delle vaccinazioni in farmacia o in qualsiasi altra struttura”.

“Il riconoscimento economico dopo otto anni di vacanza contrattuale deve essere commisurato almeno alla perdita del potere d’acquisto che il mancato rinnovo ha comportato e deve costituirne base di partenza” prosegue la nota del Mnlf. “Inoltre, nessun ampliamento dell’orario lavorativo o taglio dei permessi potrà rappresentare tema di contrattazione”.

Il Movimento liberi farmacisti, in ogni caso,  consiglia ai dipendenti di farmacia privata di  frequentare il corso dell’Istituto superiore di sanità per conseguire l’attestato di farmacista vaccinatore, ma al contempo, “suggerisce di negare la propria disponibilità ad effettuare le vaccinazioni se non è rinnovato il contratto”.

E a proposito del corso dell’Iss, Mnlf annuncia che  l’invio di una nota allo stesso Istituto “per spiegare come sia profondamente discriminatorio e contraddittorio rispetto agli obiettivi del Piano vaccinale nazionale negare il corso a quei farmacisti che non lavorano in farmacia”.

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