Nas, chiusa una farmacia a Trapani e arrestata una farmacista a Bergamo

Nas, chiusa una farmacia a Trapani e arrestata una farmacista a Bergamo

Roma, 7 aprile – Vendita di medicinali senza ricetta, esercizio abusivo della professione di farmacista, carenze igieniche: pesano come macigni i capi di imputazione che hanno portato i  sospendere le attività di una farmacia e di una sanitaria ad essa contigua  e comunicante,entrambe operative nel pieno centro cittadino di Mazara del Vallo.

Questi i fatti: la commissione ispettiva dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani nel corso di una ispezione straordinaria decisa per verificare diverse incongruenze segnalate da Valentina Spanò (nella foto), presidente dell’Ordine dei farmacisti di Trapani, accertata l’esistenza di una porta a soffietto priva di chiusura che collegava abusivamente i locali della farmacia con quelli della adiacente sanitaria, ha richiesto l’intervento dei Carabinieri del Nas i quali, prontamente intervenuti, provvedevano ad ispezionare i locali della sanitaria  dove erano  presenti oltre 1000 confezioni di farmaci, relativi all’assistenza farmaceutica convenzionata, privi di fustelle o scaduti di validità.

Il legale responsabile della farmacia è stato deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria poiché ritenuto responsabile dei reati di tentata truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale e per aver consentito al legale rappresentante della sanitaria di esercitare abusivamente l’attività di farmacista; conseguentemente, il legale responsabile della sanitaria è stato deferito per esercizio abusivo della professione di farmacista.

Inoltre, i Carabinieri hanno sequestrato altri farmaci dispensati dal Ssn , perfettamente vendibili – rinvenuti sempre all’interno della sanitaria –  per un valore di circa 20.000 euro  elevando sanzioni amministrative pecuniarie per la somma complessiva di 3.000,00 euro per violazioni quali: la non corretta attuazione delle procedure di autocontrollo e carenze igienico-sanitarie dell’attività di sanitaria e per aver modificato lo stato dei luoghi, di cui alla registrazione sanitaria, senza autorizzazione. Il controllo dei Carabinieri dei  Nas, svolto con il supporto dell’Arma locale, ha consentito all’Asp di Trapani di disporre la chiusura immediata per entrambe le attività.

Sempre i militari dei Nas di Brescia hanno proceduto all’arresto di una farmacista di Vilminore di Scalve. in rovincia di Bergamo. I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Bergamo. I capi di imputazione riguardano i delitti di falso e truffa aggravata. Secondo l’accusa, la professionista, da oltre un anno, aveva sistematicamente falsificato ricette mediche riportando su di esse costosi farmaci destinati esclusivamente a trapiantati di fegato, con spesa a carico del Servizio sanitario nazionale. Mediante tale sistema l’indagata è riuscita ad ottenere, in poco più di un anno, un indebito rimborso per una cifra stimata, al momento, in oltre 800mila euro.

A dare il via all’inchiesta – che i militari hanno battezzato FarmacoMat per l’assonanza che tale nome assume con il prelevamento di danaro attraverso la vendita di medicinali –  è stata la sospetta impennata delle vendite, da parte della farmacia del piccolo paese della bergamasca, di un peculiare tipo di farmaco (Zutectra il suo nome commerciale,  un’immunoglobulina umana usata negli adulti sottoposti a trapianto di fegato a causa di un’infezione da epatite B per scongiurare una recidiva), distribuito al prezzo di 1.840 euro.

I militari, avvalendosi della collaborazione del Servizio farmaceutico territoriale dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, sono presto riusciti a provare come, in soli otto mesi, la farmacia di Vilminore di Scalve avesse venduto, di quel farmaco, un numero di confezioni di ben tre volte superiore a quello di tutte le altre farmacie della provincia e che tanto avesse portato a un aumento esponenziale del fatturato dell’esercizio. L’analisi delle relative ricette mediche ha poi posto in evidenza le manifeste alterazioni di prescrizioni, in aggiunta a quelle originariamente presenti sul documento, fino a 5 confezioni del farmaco.

Un’ispezione della farmacia, condotta dagli investigatori verso la metà del mese di marzo, ha portato al rinvenimento di 272 confezioni di medicinali di genere ad alto costo (171 quelle di Zutectra) per un valore complessivo di 217mila euro, tutte risultate prive dei “bollini di tracciabilità” e sequestrate, ma non più utilizzabili perché non conservate a “temperatura controllata” (una parte delle confezioni è stata ritrovata tra i rifiuti). I militari hanno anche sequestrato numerose ricette contraffatte, relative al primo trimestre dell’anno in corso, di cui la farmacista si era avvalsa per ottenere rimborsi di decine di migliaia di euro.

Il pericolo che la professionista potesse reiterare i reati contestatigli e inquinare le indagini tese all’acquisizione delle prove ha portato il Tribunale di Bergamo ad accogliere la richiesta della Procura e disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari nonché il sequestro delle disponibilità finanziarie e di beni dell’indagata per importi pari a quello del cospicuo vantaggio economico derivato dal contestatole reato di truffa in danno dell’ente pubblico.

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