Covid non ferma gli omeopatici, boom per i farmaci complementari per il sistema immunitario

Covid non ferma gli omeopatici, boom per i farmaci complementari per il sistema immunitario

Roma, 12 aprile – Secondo un sondaggio Emg-Acqua per Omeoimprese, la sigla dei produttori e importatori di farmaci omeopatici e antroposofici, commissionato in occasione della Giornata mondiale dell’omeopatia celebrata il 10 aprile, sono quasi 9 milioni le persone che nel nostro Paese ricorrono all’omeopatia almeno una volta all’anno. L’identikit parlaprincipalmente di donne (63%) di età compresa fra i 35 e i 54 anni (55% del totale campione) con una buona occupazione e un buon livello di istruzione, che risiedono nel Nord (58%).

Dalla survey emerge anche che l’80% degli italiani conosce l’omeopatia e chi la utilizza ne apprezza in primis l’assenza di effetti collaterali (14%), l’atossicità (12%) e il grado di efficacia (9%). Si tratta di prodotti usati soprattutto per curare raffreddori e influenza (59%), patologie articolari o muscolari (26%), problemi gastro-intestinali (25%) allergie e disturbi dell’apparato respiratorio (21%), digestione (19%), insonnia (15%). Il 58% di chi, negli ultimi 10 mesi, ha assunto farmaci, ha usato uno o più medicinali omeopatici. Il 60% degli italiani, non necessariamente consumatori abituali, sostiene che i farmaci omeopatici e allopatici debbano essere utilizzati insiemeVisualizza immagine di origine.

Anche durante la pandemia, gli italiani si sono affidati alle medicine complementari, privilegiando l’ambito dell’immunità e di tutti i prodotti legati a questo settore.  “Da un anno a questa parte, Covid-19 ha modificato completamente lo scenario in cui operiamo” ha spiegato il presidente di Omeoimprese Giovanni Gorga (nella foto a destra). “Di fronte a una situazione sanitaria eccezionale e in assenza di farmaci specifici, molti pazienti si sono affidati alla medicina complementare, orientando la propria scelta verso alcune categorie, come quella degli immunostimolanti. In particolare, nei mesi di marzo e di ottobre, la maggior parte delle imprese del comparto ha registrato un aumento delle vendite a doppia cifra, con punte di fatturato pari a +58% e +64% rispetto all’anno precedente. Molte aziende sono arrivate ad esaurire le scorte di alcuni articoli nei magazzini; si è trattato per lo più di farmaci utilizzati per sostenere il sistema immunitario”.

Globalmente, per le aziende del settore, l’impatto del Covid-19 ha comportato fatturati stabili: un risultato positivo, considerata la crisi economica generata dalla pandemia e gli effetti del lockdown, che hanno portato i cittadini a spendere meno, ma anche a ridurre le uscite in farmacia e le consultazioni dal medico specialista o dall’omeopata, con una conseguente diminuzione del numero di prescrizioni.

“Se guardiamo al 2020, il nostro mercato nel complesso ha vissuto alti e bassi, anche a causa dell’assenza di alcune patologie, tipicamente invernali: tosse, raffreddore, influenza. Di contro, se analizziamo il rapporto fra gli italiani e la medicina omeopatica, è evidente la fidelizzazione e la fiducia” conclude Gorga. “Lo dicono i risultati ottenuti in piena pandemia, ma soprattutto lo confermano migliaia di medici e farmacisti che consigliano con soddisfazione questa terapia”.

 

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