Survey Euromedia, meno dell’1 % degli italiani sceglierebbe di farsi vaccinare con Vaxzevria

Survey Euromedia, meno dell’1 % degli italiani sceglierebbe di farsi vaccinare con Vaxzevria

Roma, 12 aprile – Si può ovviamente provare a fingere che il problema non esista, seguendo lo schema più classico della rimozione. Ma il risultato sarà che il problema resterà lì uguale a se stesso, se non addirittura più grande di quanto non fosse. E dunque sarà il caso che colà dove si puote qualcuno lo affronti, il problema delle perdita di credibilità di Vaxzevria, il vaccino anti-Covid  di AstraZeneca, per impedire che alle già ben note difficoltà  che funestano la campagna nazionale vaccinale (a partire dalla scarsa disponibilità di dosi) si aggiunga anche la pietra d’inciampo di una forte reazione negativa della popolazione a sottoporsi all’immunizzazione.

I segnali in questo senso, purtroppo, non mancano, a partire dalla campagna (spontanea?) di vax shaming (se ci si passa il neologismo) che ha sepolto il vaccino di Astrazeneca,  che ha pagato a duro prezzo i tira e molla tra sospensioni, rassicurazioni e nuovi allarmi sulle trombosi e le cangianti indicazioni sulle fasce d’età nelle quali impiegare il vaccino. Questo cammino fin dall’inizio tutt’altro che fluido e per di più pieno di ombre non poteva non lasciare segni nell’opinione pubblica. Segni che ora  emergono, nitidi e prepotenti, da un sondaggio di Euromedia Research, dal quale scaturisce  che soltanto lo 0,9% degli intervistati ha risposto che sceglierebbe di farsi inoculare AstraZeneca, laddove ci fosse possibilità di scelta.

In testa alla classifica di gradimento dei vaccini c’è quello diPfizer (30,5%), seguito dal non ancora disponibile (ma in arrivo) Johnson & Johnson, indicato dal 17% del campione (ma chissà cosa accadrà dopo le voci della sua sospensione in tre Stati USA) ). Più distanti il vaccino di Moderna (7,9%), Sputnik (5,4%) e l’italiano Reithera (1,6% sulla fiducia, essendo il famaco ancora lontano dall’autorizzazione).

L’allarme sulla diffidenza nei confronti del vaccino AstraZeneca, ben radicata evidentemente a livello nazionale, trova una conferma eclatante in Sicilia, dove “l’80% delle persone sceglie di rinunciare al siero anglo-svedese. Su 100 soggetti, 80 dicono di no” ha infatti dichiarato il presidente della Regione, Nello Musumeci (nella foto), aggiungendo: “È naturale che la condizione di allarme sia particolarmente elevata, ma abbiamo il dovere di credere agli scienziati che dicono che è più pericoloso non vaccinarsi piuttosto che vaccinarsi. Per poter uscire da questo tunnel e smetterla di dichiarare zone rosse c’è una sola soluzione, ovvero quella di immunizzare la comunità siciliana e sottoporla a vaccino. È quello di cui ci stiamo occupando”.

Potrebbero anche aiutare, ci permettiamo di aggiungere, decisioni coerenti e sostenute in modo chiaro e trasparente, dimenticando gli avanti e indré ai quali (complici le autorità europee) siamo stati costretti ad assistere. E sarebbe utile anche una campagna di informazione che, trattando finalmente i cittadini per quello che sono, adulti senzienti e responsabili, spieghi e dica tutto quel che c’è da dire, in modo chiaro e comprensibile, sui vaccini impiegati nella campagna nazionale anti Covid. A partire, ovviamente, da Vaxzevria.

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