Vaccini, a che punto siamo? Nella classifica delle Regioni, a svettare per ora è il Molise

Vaccini, a che punto siamo? Nella classifica delle Regioni, a svettare per ora è il Molise

Roma, 13 aprile – A tre mesi abbondanti dall’inizio della campagna vaccinale nazionale e al netto degli eccessi di disinvoltura con i quali non di rado sono stati comunicati i numeri relativi al “punto-rotta” delle vaccinazioni nel nostro Paese, si incomincia finalmente  ad avere un quadro sufficientemente quadro di come è andato fino a qui il gigantesco sforzo di immunizzare il Paese. A fornire cifre attendibili, oltre al report della struttura commissariale (disponibile qui), ha contribuito anche un’autorità incontestabile come l’Istituto nazionale di fisica nucleare/Gruppo CovidStat, del quale pubblichiamo qui di seguito tre istogrammi sufficienti a restituire di primo acchito la situazione delle somministrazioni dei vaccini anti Covid nel Paese.

Intanto, va detto che – con buona pace dei tentativi di accreditarsi come primi della classe in materia di vaccinazioni avanzate ora da questa ora da quella Regione – che fin qui il miglior risultato in termini di incidenza della vaccinazione sulla popolazione residente è il piccolo Molise, dove è stato vaccinato più del 27% della popolazione residente, Seguono, con il 25% e qualche decimale, la Liguria e l’Emilia Romagna. Nelle parti basse della graduatoria, spicca l’ultimo posto della Calabria, che non raggiunge neanche il 18% dei vaccinati, e si segnalano anche i ritardi di Sicilia, Puglia e Campania, tutte sotto il 20%. Quota che invece (con una performance che comunque la colloca nella parte bassa della classifica) raggiunge e supera di poco la Lombardia.

Proprio la Lombardia, e non potrebbe peraltro essere altrimenti, trattandosi della Regione più popolosa del Paese, vanta il maggior numero di dosi somministrate (più di due milioni), seguita a distanza da Lazio (1,3 milioni) e Veneto (1,17 milioni).

I dati sull’incidenza delle vaccinazioni per fasce d’eta sono lì a testimoniare che – nonostante le feroci polemiche di queste settimane sulle “licenze” che si sarebbero verificate in alcune Regioni, con vaccinazioni di avvocati di 40 anni sani come un pesce, somministrazioni a veri o presunti “furbetti del vaccino”  e non meno presunti “riservisti”  che “passavano di lì – in linea di massima le indicazioni di vaccinare le fasce di popolazione più anziana sono state sostanzialmente rispettate, almeno per la fascia degli ultraottantenni: tra gli 80 e gli 89 anni hanno ricevuto una dose di vaccino il 74,29%, mentre a completare il ciclo vaccinale di due dosi è stato fin qui il 40,65%. Per quanto riguarda i novantenni e oltre, ha ricevuto una dose di vaccino il 73,43%, ma il 47,72% ha già avuto le due dosi.

Notevolmente inferiori le incidenze nelle fasce d’età successive, per le quali rimandiamo al grafico.

 

Dosi di vaccino somministrate ogni 100 abitanti

Dosi di vaccino somministrate ogni 100 abitanti (fonte: CovidStat/Infn) 

 

Vaccinazioni in numeri assoluti, la classifica delle Regioni 

 

Vaccinazioni per fasce d’età in Italia

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