Dl Sostegni 2 -Emendamenti Leu aprono alla vendita dei generici di fascia C anche in parafarmacia

Dl Sostegni 2 -Emendamenti Leu aprono alla vendita dei generici di fascia C anche in parafarmacia

Roma, 20 aprile – Potenziare e qualificare una nuova politica del farmaco e dei presidi, incentivando in modo deciso e decisivo l’utilizzo del farmaco equivalente, ampliando l’offerta dei presidi di largo uso territoriale anche attraverso un maggiore coinvolgimento delle parafarmacie, attualmente sottoutilizzate rispetto al loro potenziale d’azione sul territorio.

Questo il senso di due emendamenti al disegno di legge di conversione n. 2144 del decreto Sostegni attualmente all’esame del Senato, presentati il primo dal senatore di Forza Italia Marco Perosino (nella foto) e l’altro dai senatori di Leu iscritti al Gruppo Misto Loredana De Petris, Francesco Laforgia, Pietro Grasso e Sandro Ruotolo.

Le due proposte emendative, in buona sostanza, sono finalizzate a incentivare, nel quadro di un potenziamento del sistema informativo e concorrenziale, l’accesso alle terapie farmacologiche a totale carico del cittadino, superando alcune delle attuali strozzature e incentivando in modo deciso e decisivo l’utilizzo del farmaco equivalente, in linea con le sollecitazioni  in questa direzione che arrivano dalle sigle delle parafarmacie, che chiedono da tempo una maggiore responsabilizzazione diretta dei loro esercizi, attualmente impossibilitati a dispiegare tutto il loro potenziale d’azione sul territorio in materia di dispensazione di questi farmaci di largo uso territoriale.

La proposta delle parafarmacie, già avanzata in occasione della consegna alla Commissione Affari sociali della Camera, nell’ambito dell’esame in sede consultiva della proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza, in una memoria scritta contenente alcune considerazioni e proposte riferite, in modo particolare, alla spesa farmaceutica, e segnatamente al ruolo e al peso dei farmaci generici, è appunto quella di allargare il ventaglio delle referenze farmaceutiche disponibili in parafarmacia per i cittadini, consentendo anche la vendita dei farmaci generici di fascia C a totale carico del paziente. Si tratta di una categoria di farmaci che al momento registra nel nostro Paese una bassissima incidenza delle vendite (pari al 2,1%, appena un decimo di quel 22% che rappresenta la quota di mercato dei farmaci generici in Italia, appannaggio pressoché totale degli equivalenti di fascia A dispensati a carico del Ssn). 

Come osservato dal Rapporto Eu-Ocse del 2019 sullo stato della salute nei Paesi dell’Unione europea, l’elemento chiave che spiega la minor diffusione dei generici in fascia C in Italia è  la mancanza di una adeguata informazione al paziente sulla loro disponibilità e, soprattutto, sull’opportunità di risparmio che offrono. Un problema che può essere contrastato anche attraverso le parafarmacie, come si propongono di fare le due citate proposte emendative, che ai farmaci di pertinenza di questi esercizi, che sono quelli contemplati dalla legge n. 248/2006 di conversione del Decreto Bersani (farmaci da banco o di automedicazione, nonché tutti i farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica, ad eccezione dei medicinali prescritti dal medico su ricettario del Ssn), vogliono ora aggiungere i medicinali equivalenti di fascia C di cui alla legge n. 425 dell’8 agosto 1996.

Tale estensione, però,  non varrebbe (i due emendamenti sono concordi anche su questo punto) per “gli esercizi di vicinato di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 114 la cui proprietà è in capo a società cooperative a responsabilità limitata e società di capitali, almeno che per queste ultime i soci, per almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto, sono farmacisti iscritti all’albo”.

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