Marche, Regione firma l’accordo integrativo per le vaccinazioni anti Covid in farmacia

Marche, Regione firma l’accordo integrativo per le vaccinazioni anti Covid in farmacia

Roma, 22 aprile – Vaccinazioni in farmacia, le Marche si uniscono al gruppo di Regioni che hanno già provveduto a tradurre in intesa operativa l’accordo quadro nazionale sottoscritto da Governo, Regioni e farmacie lo scorso 29 marzo.   A firmare il protocollo che consentirà ai farmacisti marchigiani di effettuare le vaccinazioni anti Covid in farmacia sono stati lunedì scorso l’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini (nella foto) e Visualizza immagine di originei rappresentanti delle farmacie convenzionate, Assofarm per le farmacie pubbliche e Federfarma per le farmacie private.

“La volontà della Regione Marche” ha spiegato Saltamartini “è quella di incrementare le vaccinazioni anti Covid-19 e mettere al sicuro quanto prima l’intera popolazione. Con le farmacie, che ringrazio per la collaborazione, abbiamo quindi concordato il percorso operativo attraverso il quale diverranno nuovi punti di vaccinazione disponibili per i cittadini”.

La partecipazione attiva delle farmacie e dei farmacisti alla campagna vaccinale regionale partirà su base volontaristica (gli esercizi che hanno già aderito sono oltre la metà, 300 circa su 540) non appena i farmacisti avranno terminato la formazione specifica e saranno abilitati alla somministrazione del vaccino. L’accordo regionale, valido fino al 31 dicembre 2021, prevede che al farmacista venga riconosciuta, in coerenza con l’accordo quadro nazionale, una remunerazione pari a 6 euro per ogni inoculazione, fee al quale va aggiunto un euro per le funzioni organizzative, per i dispositivi di protezione individuale e per i materiali di consumo.

Resta, ovviamente, il nodo della disponibilità dei vaccini. Il via libera di Ema al vaccino Janssen potrebbe infatti non essere sufficiente a risolvere tutti i problemi sul tavolo: è vero che, secondo le intese europee, ora potranno arrivare nel nostro Paese, già nelle prossime settimane, il 7,3 milioni di dosi del vaccino americano monodose previste per l’Italia. Ma bisognerà vedere come impatterà, sotto il profilo organizzativo, il paletto della limitazione d’impiego agli over 60 che l’Aifa ha ritenuto di dover porre. Alla luce della considerazione che finirà per prevalere la necessità di vaccinare tutti e il prima possibile, è però ragionevole essere ottimisti, anche se qualche ulteriore ritardo nell’inizio delle somministrazioni in farmacia è da mettere in conto e prima di fine maggio-inizio giugno difficilmente si potrà assistere ai primi vaccini in farmacia.

Tornando all’accordo marchigiano, è interessante segnalare l’innovazione introdotta in ordine al completamento del percorso formativo del farmacista vaccinatore, che dopo la formazione teorica (con i corsi dell’Iss) anziché affidarsi per la parte pratica al “tutoraggio” di un medico o un infermiere, così come previsto dall’accordo nazionale, dovrà trascorrere 12 ore di affiancamento in uno dei centri vaccinali della Regione. Modalità che, di primo acchito, sembra offrire anche maggiori garanzie sotto il profilo dell’acquisizione delle nozioni pratiche necessarie a vaccinare in tutta sicurezza.

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